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Al Polo di Vercelli si è svolto con successo il convegno "Decostruire l’immaginario razziale in Italia (1930-2020)"
Il DISUM ha ospitato il convegno internazionale Decostruire l’immaginario razziale in Italia (1930-2020), organizzato dal gruppo di ricerca universitario IRIDE. L'evento ha esaminato le radici e le evoluzioni del razzismo in Italia, dal fascismo ai giorni nostri, trattando temi come il colonialismo, la rappresentazione razziale nei media e la pedagogia antirazzista, culminando con la proiezione del documentario Maka e dibattiti coinvolgenti.
Di Paola Brullo
credits © Un momento del convegno
Il 21 e 22 novembre 2024, l'Università del Piemonte Orientale ha ospitato il convegno internazionale “Decostruire l’immaginario razziale in Italia (1930-2020)”. L'evento, organizzato dal gruppo di ricerca IRIDE: Italian Racial Imaginary Deconstructed, finanziato dal Bando di ricerca UPO 2022, si è tenuto al Dipartimento di Studi umanistici, nella Cripta S. Andrea di Vercelli e nella Sala riunioni 2 di Palazzo Tartara, offrendo una riflessione critica sulle radici e sulle evoluzioni dell'immaginario razziale in Italia, dal periodo fascista agli sviluppi contemporanei.
Il convegno si è svolto con il coordinamento scientifico di Cecilia Gibellini, professoressa di Letteratura italiana e coordinatrice del progetto IRIDE, e si è contraddistinto per il suo programma articolato, ricco di approfondimenti e dibattiti. “Per l’occasione – spiega la professoressa Gibellini presentando il convegno – abbiamo radunato storici, storici della letteratura, studiosi di filosofia politica, di giornalismo e di arti visive, passando quindi dal fumetto al cinema e alla fotografia: l’intento è quello di fornire un panorama il più possibile articolato dei fenomeni analizzati”. Numerosi esperti e studiosi provenienti da diverse università e istituzioni internazionali hanno, quindi, approfondito una serie di fonti, testi e vicende legati al razzismo, al colonialismo, alla decolonizzazione e agli immaginari legati a queste problematiche, fornendo un quadro complesso e transdisciplinare.
La mattina del 21, la Cripta ha ospitato le sessioni presiedute da Luciano Curreri, professore di Letteratura italiana al DISUM, e da Chiara Bertone, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al DIGSPES. Sono state qui analizzate le radici ideologiche e metodologiche del razzismo e i conflitti e le politiche ad esso legate. La discussione ha esplorato in primis il concetto di whiteness egemonica; l’impatto del colonialismo sulla rappresentazione di soggetti razzializzati nel cinema, nella letteratura e nei fumetti contemporanei; i conflitti razziali e la loro rappresentazione nella letteratura e nel pensiero politico italiano post-bellico. La sessione pomeridiana, invece, presieduta da Cecilia Gibellini, ha affrontato i temi dell’immaginario coloniale fascista e della rappresentazione dell’afroitalianità, e di come questi abbiano influenzato la comunicazione e i media dell’epoca.
L’intensa giornata si è conclusa al Cinema Italia dove, alle 21.00, è stato proiettato il film documentario “Maka”, pellicola del 2023 in cui il regista Elia Moutamid, ospite della serata, racconta la storia della prima donna nera ad avere ricevuto un dottorato e ad essere diventata direttrice di un quotidiano in Italia, Geneviève Makaping (Maka), invitando a guardare la nostra società dalla sua prospettiva. Alla proiezione è seguito un momento di conversazione e confronto con il regista che ha risposto con grande disponibilità alle domande del pubblico in sala.
Giovedì 22, il convegno si è spostato nella Sala riunioni 2 di Palazzo Tartara. Hanno presieduto le diverse sessioni Matteo Pollone, professore di Cinema, fotografia e televisione al DISUM, Marco Pustianaz, professore di Letteratura inglese al DISUM, e Daniele Comberiati dell’Università di Montpellier. Gli interventi hanno prima preso in considerazione materiali dagli archivi cinematografici postcoloniali, poi si sono concentrati sulla costruzione della memoria e, nel pomeriggio, sulla pedagogia antirazzista: “Un appuntamento, questo, dedicato specialmente al mondo della scuola – segnala la professoressa Gibellini – utile per gli insegnanti, i futuri insegnanti e per tutti gli studenti”. Il successivo laboratorio, sempre con un orientamento pedagogico, è stato condotto dalla scrittrice Marilena Delli Umuhoza che, partendo dalla propria esperienza descritta nel suo recente libro Lettera di una madre afrodiscendente alla scuola italiana, ha parlato dell’importanza di portare un’educazione decoloniale e antirazzista tra i banchi, coinvolgendo attivamente i partecipanti.
A concludere i lavori è stato l’incontro con la scrittrice e performer Gabriella Ghermandi sul tema della resistenza attraverso la scrittura e la narrazione, durante il quale l’artista ha dialogato con il pubblico.
Per tutti i partecipanti, tra cui moltissimi studenti, l’evento è stato un'occasione per riflettere sul passato e sul futuro: ha offerto un punto di vista storico sul razzismo in Italia, ma ha anche stimolato il dibattito sulle sfide contemporanee legate all'identità, approfondendo la complessità delle questioni razziali nella cultura italiana.
Ultima modifica 29 Novembre 2024
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