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Sanità del futuro al "Maggiore": l'eccellenza di Oncologia e Oftalmologia tra medicina di precisione e innovazione
Presentati all'Aou di Novara due progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute: un test genetico per personalizzare le cure del tumore al seno e le cliniche virtuali per abbattere le liste d'attesa in oftalmologia.
Di Redazione
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credits © AOU NO
Si è tenuta ieri, 26 maggio, presso l’aula consiliare dell’Azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità" di Novara, la conferenza stampa dedicata alla presentazione di due innovativi progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata. Le iniziative vedono in prima linea le strutture complesse a direzione universitaria di Oncologia e Oftalmologia, impegnate nel coniugare innovazione scientifica, personalizzazione delle cure e sostenibilità organizzativa in stretta sinergia con l'Università del Piemonte Orientale.
Il primo progetto, denominato "SNP-ET" e coordinato dalla dottoressa Benedetta Conte (S.c.d.u. Oncologia, diretta dalla prof.ssa Alessandra Gennari), punta a sviluppare un test genetico economico e non invasivo eseguibile tramite un semplice prelievo di sangue. Rivolto alle giovani pazienti con carcinoma mammario iniziale ormono-sensibile, lo studio analizzerà le varianti genetiche ereditarie per stimare il rischio di recidive tardive e prevedere la tossicità delle terapie ormonali a lungo termine. L'obiettivo della ricerca, della durata di 36 mesi e condotta in rete con l'IRCCS San Martino di Genova e l'Istituto Tumori Pascale di Napoli, è evitare il sovratrattamento terapeutico, migliorando significativamente la qualità della vita delle pazienti.
Sul fronte della gestione delle patologie oculari croniche come glaucoma e malattie retiniche, il progetto coordinato dal professor Alessandro Rabiolo (S.c.d.u. Oftalmologia, diretta dal prof. Stefano De Cillà) introduce invece un forte cambio di paradigma organizzativo attraverso le cliniche virtuali asincrone. Finanziato con 450 mila euro per 36 mesi insieme alla Città della Salute di Torino e al Policlinico San Matteo di Pavia, il sistema separa il momento della diagnostica da quello della valutazione medica. Il paziente esegue gli esami con personale sanitario dedicato, mentre lo specialista analizza i referti in un secondo momento; questo approccio promette di ottimizzare il tempo dei medici, concentrando le visite in presenza sui casi complessi e incrementando fino al 50% il volume delle visite gestibili per i pazienti stabili, abbattendo così i tempi d'attesa.
«Ricerca, innovazione e centralità della persona: è da qui che passa la sanità del futuro», ha concluso il direttore generale dell’Aou di Novara, il dottor Stefano Scarpetta, sottolineando come questa doppia assegnazione ministeriale confermi il ruolo del "Maggiore" come polo di eccellenza capace di attrarre finanziamenti nazionali per promuovere modelli assistenziali sempre più accessibili.
Ultima modifica 27 Maggio 2026
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