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Due giovani medici ricercatori dell'Ematologia UPO protagonisti alla "18th International Conference on Malignant Lymphoma – ICML18"

Nel corso del più importante congresso internazionale sui linfomi, i due giovani physician scientists Riccardo Dondolin e Riccardo Moia sono stati selezionati per le presentazioni orali dei loro progetti di ricerca in corso.

Di Redazione

Data di pubblicazione

18th International Conference on Malignant Lymphoma
ICML18

credits © ICML18

Si è svolto a Lugano dal 17 al 21 giugno "18th International Conference on Malignant Lymphoma – ICML18", il più importante congresso internazionale sui linfomi, nel corso del quale due giovani medici ricercatori in Ematologia (physician scientists) dell'Università del Piemonte Orientale sono stati selezionati per presentazioni orali.

Il primo progetto, intitolato "Clinical impact of untargeted baseline plasma metabolomics in newly diagnosed diffuse large B-cell lymphoma", è stato presentato dal dottor Riccardo Dondolin, dottorando in Scienze e biotecnologie mediche e specializzando presso la Scuola di specializzazione in Ematologia presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Maggiore della Carità" di Novara, diretta dal professor Gianluca Gaidano, pro-rettore dell'Ateneo.

Il progetto, svolto in collaborazione con il professor Marcello Manfredi del laboratorio di Metabolomica presso il CAAD - Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche, ha identificato nuovi biomarcatori su plasma associati a prognosi sfavorevole nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B, il linfoma aggressivo più frequente nella popolazione adulta. Due metaboliti, l'acido 4-idrossibenzenacetico e l'acido 2-idrossibutirrico, permettono di predire la prognosi di questi pazienti già al momento della diagnosi, in modo integrato con PET e biopsia liquida su plasma. Entrambi i metaboliti sono implicati anche nel microbiota intestinale, aprendo nuove prospettive nella comprensione e gestione clinica dei linfomi.

Riccardo Moia, specialista in Ematologia e neo-dottore di ricerca UPO, a ICML18 ha ricevuto il premio Best Abstracts per il progetto "Clonal hematopoiesis in follicular lymphoma: analysis of the phase III FIL FOLL12 trial", afferente alla Fondazione Italiana Linfomi (FIL), presieduta dal professor Marco Ladetto, associato di Malattie del sangue presso il Dipartimento di MEdicina traslazionale UPO.

Il progetto è stato finanziato dal premio Giovani Ricercatori 2022 della FIL e vi ha partecipato anche un terzo giovane physician scientist dell'Ematologia UPO, Nawar Maher, specializzando in Ematologia presso lAzienda Ospedaliero-Universitaria "S.S. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo" di Alessandria, e dottorando di ricerca in Scienze e biotecnologie mediche, che per lo stesso progetto vinse il primo premio al congresso della Society Of Hematologic Oncology (SOHO) nel febbraio 2025.

La ricerca ha dimostrato che mutazioni dell'emopoiesi clonale nel sangue periferico dei pazienti si associano a un maggiore rischio di tossicità correlata a chemio-immunoterapia, causando una significativa espansione di geni dell'emopoiesi clonale associati a sviluppo di neoplasie secondarie mieloidi.

Questi risultati potrebbero permettere di selezionare pazienti con linfoma follicolare, il linfoma indolente più frequente, per nuove strategie chemo-free, limitando così tossicità correlate alla terapia e lo sviluppo di neoplasie secondarie.

Entrambi i progetti documentano l'importanza delle figure dei physician scientists, medici impegnati sia in ricerca clinica e traslazionale, sia in assistenza ai pazienti, e sono stati resi possibili anche grazie al continuo supporto di AIRC 5x1000 e AIL Novara VCO nei confronto dell'Ematologia UPO.

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Nawar MaherRiccardo Moia e RIccardo Dondolin

    Ultima modifica 23 Giugno 2025

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