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Si è conclusa con successo la terza edizione della "Regenerative Medicine Academy"
L'evento, organizzato da Francesca Boccafoschi, professoressa ordinaria di Anatomia umana preso il nostro Ateneo, ha registrato oltre duecento presenze, confermando la sua forte attrattività tra le studentesse e gli studenti. Una preziosa occasione di confronto sulle tematiche all'avanguardia della medicina rigenerativa, grazie alla partecipazione e al dialogo diretto con relatori di fama internazionale.
Di Redazione
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credits © Umberto Lupano
Il 27 maggio 2026, a Novara, presso l’Auditorium “Gaudenzio Cattaneo” dell’Università del Piemonte Orientale, si è svolta la terza edizione della Regenerative Medicine Academy organizzata dal laboratorio di Anatomia Rigenerativa del Dipartimento di Scienze della salute. Il format conferma la sua attrattività verso le studentesse e gli studenti dei corsi magistrali e post-graduati, superando le duecento presenze.
L’evento ha visto la partecipazione di ospiti internazionali, in qualità di invited speaker. Dopo i saluti istituzionali da parte della professoressa Lia Rimondini, direttrice del DISS, e della professoressa Mariagrazia Grilli, delegata del Rettore alla ricerca, la giornata si è aperta con la lecture del professor George Hussey dell’Università di Pittsburgh, intitolata “Advancing the Next Generation of Therapeutic Biomaterials: Evolutionary, Cellular, and Translational Perspectives”. Sono poi intervenuti il professor Bo Hjorth Bentzen dell’Università di Copenaghen – autore dell’intervento “New Treatment for Atrial Fibrillation? My Drug Discovery Journey” e il professor Maurizio Capogrossi della Johns Hopkins University School of Medicine (“miR-200c and Cardiovascular Diseases”).
Le sessioni hanno visto una attiva partecipazione da parte del corpo studentesco, che si è detto entusiasta di poter ascoltare relazioni scientifiche di alto profilo.
«Sono molto soddisfatta della riuscita anche di questa terza edizione» dichiara Francesca Boccafoschi, professoressa ordinaria di Anatomia umana presso il nostro Ateneo. «È un grande onore per me poter ospitare colleghi di chiara fama e di dare la possibilità alle nostre studentesse e ai nostri studenti di imparare da loro. Queste sono, inoltre, occasioni preziose per rinforzare le collaborazioni internazionali già esistenti e poterne creare di nuove. L’entusiasmo è alto e, per questo motivo, siamo sicuri di voler mantenere questo appuntamento ancora nel futuro».
«L’opportunità data dalla Regenerative Academy è immensa» dice Ilenia Karavelia, iscritta al secondo anno del corso Medical Biotechnologies: «È sempre un onore avere un contatto diretto con alcuni dei pionieri e delle pioniere della medicina rigenerativa. La possibilità di confrontarsi con loro, non solo più tramite la lettura delle pubblicazioni scientifiche, ma anche tramite dialoghi diretti e scambi di idee, rappresenta un’esperienza di grande valore dal punto di vista professionale e umano. Ci permette di acquisire nuove prospettive e di ampliare le nostre conoscenze, ma, soprattutto, di trarre ispirazione iniziando a contribuire in prima persona all’evoluzione della medicina rigenerativa. Siamo profondamente grate e grati per questa grande opportunità».
«Abbiamo trovato questa giornata molto intensa e stimolante». La testimonianza di Mariachiara Dentis, Chiara Fattore e Sara Ricardi, studentesse al primo anno del corso Medical Biotechnologies è senz’altro positiva: «L’Academy ci ha offerto l’opportunità di confrontarci con ricercatori di livello internazionale e di approfondire tematiche all’avanguardia nel campo della medicina rigenerativa. Esperienze come questa rappresentano un’importante fonte di ispirazione per chi si sta formando nel mondo della ricerca».
«Ho apprezzato in particolare la lecture del prof. George Hussey, riguardante le MBVs (Matrix Bound Nanovesicles)» commenta Mir Tohid Kamran, iscritto al secondo anno del corso Medical Biotechnologies. «La parte più stimolante della presentazione, per me, ha riguardato l’aspetto traslazionale. Inoltre, mi ha permesso di riflettere sul vasto e non ancora conosciuto potenziale di guarigione di queste minuscole strutture».
«L’Academy è stata estremamente utile per la condivisione di informazioni nuove e aggiornate nel campo della medicina rigenerativa» dice Fatemeh Gholami, studentessa al primo anno del corso Medical Biotechnologies. «Ha rappresentato un’ottima fonte di ispirazione per lo sviluppo di progetti innovativi e significativi in questo settore. Ho trovato interessante la parte dedicata ai visual board anatomici. A mio avviso, questo strumento facilita l’apprendimento e permette di approfondire in modo più semplice ed efficace i dettagli anatomici, contribuendo ad ampliare le conoscenze in questo campo».
«La terza edizione della Regenerative Medicine Academy è stata molto piacevole» conclude Alessandro Miglionico, iscritto al primo anno del corso Medical Biotechnologies «La possibilità di incontrare ospiti internazionali, spaziando in campi tanto diversi, mi ha permesso di poter apprezzare nuove realtà e approfondire le mie conoscenze in ambiti a me poco conosciuti fino a prima. Spero, pertanto, che quest’iniziativa possa continuare nei i prossimi anni e che porti sempre un po’ di novità».
L’organizzazione ringrazia sentitamente Umberto Lupano, studente del corso di Medical Biotechnologies (II anno) per il magnifico servizio fotografico dell’evento.
Ultima modifica 4 Giugno 2026
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