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Economia circolare e settore alimentare. L'importanza della gestione delle risorse
L'UPO ha preso parte al Webinar organizzato da EuChemS insieme alla Commissione Europea per ragionare su un uso più corretto delle materie prime
Di Leonardo D'Amico
Data di pubblicazione

La prosperità dei cittadini europei si basa su un flusso inarrestabile di materie prime che, in misura predominante, vengono importate da altri continenti: questo fatto viene spesso sottovalutato dai consumatori. La grande richiesta di materiali a livello tecnologico pone dei seri problemi di sostentamento: alcuni elementi della Tavola Periodica possono essere già oggi considerati “a rischio”, come il litio, il cobalto, l’indio, ma anche l’elio e il fosforo. L’economica circolare, in questo senso, potrebbe rappresentare la soluzione di eccellenza, permettendo un riciclo intelligente delle risorse.
Anche le materie prime di origine europea, peraltro, sono spesso ancora utilizzate con un approccio “lineare”, che porta a una perdita sostanziale nello sfruttamento globale delle stesse. Le materie prime utilizzate nel settore dell’alimentazione passano per le stesse problematiche, toccando da vicino il tema della necessità di sfruttare in pieno l’economia circolare anche in questo settore. Questi sono stati i temi trattati nell’ambito del webinar internazionale The value is on circularity, organizzato il 5 novembre 2020 dalla European Chemical Society.
Le priorità legate all’economia circolare ed al “Green Deal” europeo sono stati introdotti dal Membro del Parlamento Europeo Maria Spyraki. Gli esperti invitati al tavolo di discussione provenivano da ambienti accademici e di ricerca, ma anche da tavoli di “policy” Europea, come nel caso di Berard Verachtert, (DG Resarch & Innovation, Commissione Europea), che ha presentato gli elementi di criticità dell’economia circolare nell’ambito del prossimo programma quadro, Horizon Europe.
Il professor Marco Arlorio ha rappresentato l'Università del Piemonte Orientale (e la Division of Food Chemistry di EuChemS) tenendo una lecture sul significato della circular economy nell’ambito del settore food, in particolare focalizzando sulle sue correlazioni con la “green chemistry” e con l’industria “bio-based”, ed esemplificando con la possibilità di ricavare ingredienti bioattivi di alto valore aggiunto, utilizzabili sia nel comparto food che in quello farmaceutico. «I Dipartimenti del nostro Ateneo sono direttamente coinvolti da anni in linee di ricerca che si focalizzano sull’utilizzo esaustivo delle risorse alimentari, per ottenere nuovi ingredienti, nuove molecole bioattive ed anche nuovi materiali» ha spiegato il professor Arlorio; «dovremo sempre più insistere sulla interdisciplinarietà di questi temi, considerando che gran parte delle risorse del prossimo programma quadro europeo saranno impegnate in questa direzione.»
Chi fosse interessato a questi temi può consultare il sito EuChemS a questo link.
Ultima modifica 6 Settembre 2022
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