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Disturbi alimentari: l'impegno congiunto di UPO e AOU "Maggiore della Carità" di Novara
UPO e AOU di Novara tracciano il bilancio di un anno di attività multidisciplinare in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, tra clinica, didattica, ricerca e condivisione.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © 123rf/uniupo
In occasione del 15 marzo, Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla dedicata al contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), la Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara – Psichiatria dell’Università del Piemonte Orientale condivide i risultati di un anno di impegno nel campo della clinica, della didattica e della ricerca, evidenziando come i DNA non siano più una problematica “di nicchia”, ma una sfida quotidiana che richiede un approccio integrato e multidisciplinare.
Presso l’AOU di Novara è operativo un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale aziendale costruito secondo un modello di rete che garantisce la continuità di cura tra ospedale e territorio. L’attività clinica coinvolge in modo sinergico diverse specialità, quali la psichiatria, la dietologia, la medicina d’urgenza e i reparti di medicina – quando necessario il ricovero per problematiche organiche. Nello specifico, la Psichiatria dell’AOU offre supporto alla diagnostica e percorsi terapeutici dedicati per i pazienti e per i loro familiari (con cicli ripetibili di colloqui, rispettivamente, di psicoterapia individuale e di psicoeducazione e supporto), e coordina il proprio operato con la psichiatria del territorio dell’ASL novarese in cui si colloca il case manager dei pazienti.
L’integrazione tra assistenza e accademia si riflette nei percorsi didattici dell’UPO, che prevedono lezioni specifiche per le professioni sanitarie. Ciò si riflette anche sull’aggiornamento costante dell’équipe della SCDU Psichiatria, come testimoniato dal recente conseguimento da parte delle dottoresse Valentina Zanoli e Debora Marangon del Master di II Livello in Disturbi alimentari e obesità presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, diretto dalla professoressa Cristina Segura-Garcia. Sul fronte della ricerca, Novara è parte attiva di network nazionali focalizzati sullo studio del decorso clinico, della cronicità e dei comportamenti distruttivi legati ai DNA.
Un ulteriore iter percorso nell'ultimo anno è stata l’apertura al punto di vista dei giovani, considerando che l’esordio di tali disturbi è sempre più precoce. Questo scambio si è concretizzato nella creazione uno spazio ad hoc per dare voce ai giovani, reclutati tra gli studenti del corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia e nella partecipazione a eventi locali e nazionali. Venerdì 14 marzo 2025, presso l'Aula Magna di Palazzo Bellini, UPO ha condotto un momento di riflessione organizzato da Patrizia Zeppegno e Carla Gramaglia, professoresse associate di Psichiatria presso il Dipartimento di Medicina traslazionale, con interventi affidati a personalità del mondo scientifico e sportivo: Davide Porporato, professore associato di Discipline demoetnoantropologiche, la dottoressa Alba Angelucci, ricercatrice di Sociologia dell’ambiente e del territorio presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali, e l’ex pallavolista Rachele Sangiuliano. Il 19 e 20 giugno 2025, le professoresse Zeppegno e Gramaglia, assieme alla dottoressa Carolina Scaglia (AOU di Novara) e alle studentesse UPO Cecilia Ballerini, Noemi Francesca de Luca e Arianna Platini, hanno partecipato al convegno Lo stato dell’arte nella prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi dell’alimentazione e l’obesità del Festival Pe(n)sa Differente, con l’intervento “Peso e Corpo. Tra essere e avere, al tempo di centennials e screenagers”.
«Ci è parso e ci pare tuttora doveroso – spiegano in una nota scritta le professoresse Zeppegno e Gramaglia – dare ascolto al punto di vista dei giovani sul problema, trattandosi inevitabilmente di un osservatorio diverso da quello degli adulti anche per tipologia di strumenti utilizzati per accedervi ed entrarvi in contatto. In questo senso, ribadiamo l’importanza di “come” si parla delle cose, contribuendo a costruire un “luogo” in cui dialogo e scambio siano possibili. Parola e comunicazione, rimangono in ogni caso elementi “chiave”, e lo sono ancora di più in condizioni come i DNA dove lo spazio simbolico si riduce e i sintomi rischiano di divenire “metafora concretizzata” di una profonda sofferenza della psiche, che viene “detta” attraverso il corpo e a danno del corpo stesso…e della persona che “è” quel corpo».
L'impegno di UPO e AOU Novara proseguirà nel corso di tutto l'anno, dando appuntamento alla cittadinanza per le celebrazioni del 15 marzo 2027.
Ultima modifica 16 Marzo 2026
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