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Simulazione Table-Top al CRIMEDIM: il progetto europeo PREPSHIELD testa nuove strategie per la gestione delle crisi sanitarie
Il 19 febbraio l'UPO ha ospitato al CRIMEDIM un'esercitazione del progetto Horizon Europe PREPSHIELD. Sono stati testati strumenti di intelligenza artificiale e un'app per la cittadinanza in uno scenario pandemico. L'innovazione principale è stata il coinvolgimento attivo di gruppi vulnerabili per valutare l'inclusività delle decisioni sanitarie.
Di Redazione
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credits © UPO
Il 19 febbraio 2026, presso il CRIMEDIM – Centro di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Assistenza Umanitaria e Salute Globale, si è svolta una simulazione table-top nell’ambito del progetto Horizon Europe PREPSHIELD. Il progetto, coordinato da CRIMEDIM all'interno del Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica, mira a rafforzare la preparazione a future crisi sanitarie ponendo al centro i cittadini, specialmente quelli più vulnerabili e meno aderenti alle misure di salute pubblica.
La simulazione table-top è un'esercitazione basata su uno scenario ipotetico in cui i partecipanti, riuniti attorno a un tavolo, discutono e analizzano le azioni da intraprendere di fronte a una determinata emergenza. A differenza delle esercitazioni operative sul campo, questo formato si concentra sui processi decisionali, sul coordinamento tra attori diversi e sulla comunicazione.
L’obiettivo della simulazione, che ha messo in scena un’influenza di tipo A, era triplice. In primo luogo, testare le linee guida per la gestione delle crisi pandemiche elaborate a seguito delle attività di ricerca del primo anno di progetto, con particolare riferimento a temi quali la comunicazione alla cittadinanza. In secondo luogo, testare gli strumenti tecnologici in fase di sviluppo all'interno del progetto. Tra questi, una piattaforma pensata per supportare i soggetti incaricati della gestione della crisi, fornendo informazioni sull'evoluzione prevista della pandemia sulla base di modelli epidemiologici e strumenti di intelligenza artificiale, nonché sulle possibili reazioni della società all'adesione alle misure. La piattaforma è progettata anche per suggerire azioni e strategie coerenti con le linee guida sviluppate, al fine di orientare il processo decisionale. Contemporaneamente, è stata testata l’applicazione mobile che sarà utilizzata dalla cittadinanza durante le crisi sanitarie per ricevere informazioni tempestive e verificate, rispondere a questionari volti a monitorare l’opinione pubblica – ad esempio sulla disponibilità alla vaccinazione – e partecipare a quiz basati su meccanismi di gamification per accrescere le proprie conoscenze sui disastri.
L'aspetto innovativo di questa simulazione è stata la partecipazione attiva di un gruppo di cittadini vulnerabili, rappresentanti della comunità, composto da anziani, migranti e studenti, reclutati anche grazie al supporto di realtà come La Casa di Giorno e Ohana. Questo approccio rappresenta un esempio di citizen science, in cui i cittadini diventano partecipanti attivi nel processo di ricerca e pianificazione – un aspetto chiave del progetto PREPSHIELD. Il gruppo aveva il compito di fornire feedback sulle decisioni del “Crisis Management Team” (CMT), incaricato della gestione dell’emergenza e dell’adozione di misure di salute pubblica (come l’implementazione di un lockdown). Il feedback riguardava la chiarezza della comunicazione e l’inclusività e l’accessibilità delle misure, permettendo ai partecipanti di riflettere anche su come avrebbero agito personalmente in quella situazione. Al termine di ogni round, il feedback veniva trasmesso al gruppo di decisori, situato in un’altra stanza, che rifletteva su come adattare le strategie nei round successivi.
Il “Crisis Management Team” era composto da membri della Regione Piemonte, tra cui rappresentanti del Dipartimento interaziendale funzionale, a valenza regionale, malattie ed emergenze infettive (D.I.R.M.E.I.), come il professor Giovanni Di Perri e la dottoressa Chiara Pasqualini, oltre all’ex sindaco del Comune di Meina, il dottor Fabrizio Barbieri, e al direttore del Pronto Soccorso dell'Azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità" di Novara, il professor Mattia Bellan. Il team era suddiviso in tre unità operative: Analysis, Comunicazione e Governance. L’unità Analysis utilizzava la piattaforma digitale per elaborare le informazioni e supportare le decisioni, mentre l’unità Comunicazione poteva registrare video da trasmettere ai cittadini per spiegare le misure adottate. L’unità Governance, invece, si occupava della logistica e del coordinamento operativo.
La table-top organizzata a Novara, a livello regionale, seguiva l’esperienza della simulazione locale di Amburgo e si è conclusa con riscontri molto positivi da parte di tutti i partecipanti, che hanno dichiarato di aver acquisito maggiore consapevolezza sulle dinamiche di gestione delle emergenze sanitarie. Il progetto, supportato da un ampio consorzio di università, autorità pubbliche e imprese di sette paesi dell’Unione Europea e della Svizzera, vedrà la sua prossima edizione alla fine di aprile a Bucarest, in Romania. In questa occasione verranno implementati i preziosi feedback raccolti a Novara sull’utilizzo della piattaforma e sull’applicazione mobile.
Ultima modifica 10 Marzo 2026
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