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Ricerca è curiosità e superamento dei confini. Maria Napoli è la nuova delegata per la Ricerca scientifica di Ateneo

Maria Napoli è professoressa ordinaria di Linguistica e Glottologia al Dipartimento di Studi umanistici. «Ricerca è curiosità: inseguire una spiegazione a ciò che non conosciamo può portarci oltre i confini della nostra disciplina, determinando quella cooperazione che è una delle risposte possibili alla complessità.» La nuova Delegata succede al professor Gianluca Gaidano.

Di Leonardo D'Amico

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Maria Napoli nuova delegata per la Ricerca UPO
La professoressa Maria Napoli

credits © UPO/Archivio di Ateneo

Il Rettore Gian Carlo Avanzi ha recentemente nominato la nuova Delegata per la Ricerca scientifica di Ateneo. Si tratta della professoressa Maria Napoli, del Dipartimento di Studi umanistici, che prende il posto del professor Gianluca Gaidano, nominato nelle scorse settimane Presidente della Scuola di Medicina.

Maria Napoli è professoressa ordinaria di Linguistica e Glottologia. Le abbiamo chiesto come svilupperà questo nuovo incarico professionale in un ruolo nevralgico per le strategie di sviluppo dell'Ateneo.

Professoressa Napoli, la ricerca costituisce la più grande sfida per le università e, probabilmente, anche per la società nel suo complesso; comprendere, approfondire la conoscenza della realtà per progettare l'orizzonte futuro. In questo senso il sostegno alla ricerca diventa fondamentale per raggiungere gli obiettivi; siamo sulla strada giusta o c'è ancora molto da lavorare?

«Nel momento che viviamo, complesso e turbolento, il mondo accademico non ha altra scelta se non cercare di continuare a sensibilizzare la politica e la società sull’importanza dei finanziamenti alla ricerca. Al tempo stesso, l'Università deve difendere a tutti i costi la sua autonomia: pur riconoscendo l'urgenza dei problemi del presente, non può d'altra parte disconoscere le specificità e i tempi della ricerca stessa. Come fa dire Bertolt Brecht, in Vita di Galileo, allo scienziato, Und was nützt freie Forschung ohne freie Zeit zu forschen? ‘E a che serve la libertà di indagine senza tempo libero per indagare?’»

Oggi si parla molto di sostenibilità, anche quando si parla di ricerca scientifica. Questi due concetti sono davvero compatibili? 

«Sostenibilità è anche per noi la parola chiave: l’Università deve necessariamente confrontarsi con i limiti oggettivi e le difficoltà contingenti della realtà attuale. Per me sostenibilità nel campo della ricerca vuol dire innanzitutto responsabilità, ovvero uso responsabile delle risorse, e condivisione. Come fare a realizzare tutto questo è la vera sfida.»

Il concetto di ricerca viene spesso associato alle scienze dure e all'innovazione tecnologica in senso stretto. Lo scenario contemporaneo è decisamente più fluido e il contributo degli studi umanistici allo sviluppo delle nuove tecnologie è sempre più cruciale anche in questo senso.

«La ricerca è tutto ciò che abbiamo per garantire il progresso tecnologico nella società, ma il progresso tecnologico non può che essere parallelo al progresso scientifico e culturale della società: è qui, credo, che si concretizza la prima forma di sinergia tra diversi campi di ricerca. E poi ricerca è curiosità: inseguire una spiegazione a ciò che non conosciamo può portarci oltre i confini della nostra disciplina, sia essa scientifica sia umanistica, e dei nostri metodi di ragionamento, determinando quella cooperazione che è una delle risposte possibili alla complessità.»

In seguito alla sua nomina, la professoressa Maria Napoli assumerà anche il ruolo di Delegata del Rettore nella Commissione per la Ricerca della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e di Presidente della Commissione per la Ricerca Scientifica di Ateneo.

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Ricerca

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