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Una ricerca nata in Syensqo e sviluppata con UPO guarda al futuro della depurazione sostenibile
Discussa una tesi di dottorato di ricerca industriale dedicata a nuovi materiali per la rimozione dei PFAS dalle acque, un percorso che conferma il valore della collaborazione tra impresa, università e territorio
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © Archivio UPO
La ricerca, l’innovazione e la collaborazione con il territorio continuano a rappresentare elementi centrali dell’impegno di Syensqo nello sviluppo di soluzioni sempre più sostenibili e orientate al futuro.
In questo percorso si inserisce anche il lavoro portato avanti insieme al mondo accademico attraverso il Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protezione Ambientale (Centro RisPA) – il Joint Lab nato dalla collaborazione tra Syensqo e Università del Piemonte Orientale – che promuove attività di ricerca applicata, formazione e sviluppo di nuove competenze in ambito ambientale.
Mercoledì 27 maggio Andrea Bortoli ha discusso una tesi di dottorato in Chemistry & Biology dal titolo “New materials for an efficient PFAS removal in industrial water treatments”, un progetto di ricerca sviluppato a partire dall’esperienza maturata all’interno del sito Syensqo di Spinetta Marengo e cresciuto grazie alla collaborazione con l’Università. Grazie all’unione delle competenze dell’Università nella caratterizzazione dei materiali adsorbenti e dell’esperienza del sito Syensqo di Spinetta Marengo nel trattamento delle acque con le migliori tecnologie ad oggi disponibili.
Entrato in azienda nel 2019, Andrea ha iniziato il proprio percorso come Ingegnere di Produzione a supporto di alcune attività produttive e della gestione del TAF (l’impianto di Trattamento dell’Acqua di Falda), e successivamente si è unito al team HSE (Salute, Sicurezza e Ambiente), fino ad avviare nel 2021 il percorso di dottorato. La ricerca si è concentrata sulla ricerca, lo studio e la caratterizzazione di diversi materiali assorbenti – carboni attivi, zeoliti e materiali di sintesi – per valutarne l’efficacia nella rimozione dei PFAS dalle acque.
Dopo una prima fase di screening, caratterizzazione chimico-fisica e sperimentazione in laboratorio, i materiali più promettenti sono stati testati direttamente negli impianti di trattamento, ottenendo risultati positivi e permettendo di individuare soluzioni più performanti e sostenibili sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista ambientale.
L’attività di ricerca ha inoltre aperto la strada a una nuova fase di sviluppo che vedrà coinvolto anche Enrico Trombetta, con una tesi magistrale pienamente inserita nel percorso RisPA. Il nuovo progetto si concentrerà sull’utilizzo di un impianto pilota in scala ridotta, pensato per accelerare il testing di nuovi materiali adsorbenti prodotti nel Centro RisPA, con particolare attenzione a soluzioni innovative sviluppate a partire da scarti vegetali.
L’obiettivo comune è contribuire allo sviluppo di tecnologie sempre più efficaci e sostenibili per il trattamento delle acque, valorizzando al tempo stesso competenze, ricerca e collaborazione tra impresa e università. Infatti, sebbene le soluzioni sviluppate nel RisPA saranno inizialmente elaborate e applicate a livello locale, l'obiettivo generale del Centro è quello di essere un riferimento a livello nazionale e internazionale: una piattaforma per la condivisione delle esperienze e delle tecnologie sviluppate con la comunità scientifica e il settore industriale.
L’ing. Enrico Repetto, vicedirettore dello stabilimento di Spinetta Marengo, presente all’evento in qualità di co-tutor e rappresentante Syensqo nel Comitato Tecnico Scientifico Paritetico del RisPA, sottolinea «L’evento di oggi rappresenta in modo esemplare i valori che hanno guidato Syensqo nella scelta di intraprendere, insieme a UPO, un’iniziativa di lungo periodo nell’ambito RisPA: la collaborazione tra impresa e mondo accademico su un obiettivo concreto e fondamentale come la sostenibilità ambientale delle attività industriali, il dialogo con il territorio e la valorizzazione dei giovani talenti».
Anche il professor Leonardo Marchese, ordinario di Chimica fisica e direttore del Centro RiSPA, che ha seguito l’attività di ricerca in qualità di relatore, sottolinea il valore della collaborazione tra università e industria nello sviluppo di soluzioni innovative per l’ambiente «Ieri è stato innanzitutto un giorno di festa per celebrare il momento conclusivo del percorso di alta formazione universitaria di Andrea, che ha portato a termine studi di particolare rilevanza per il territorio anche grazie al sostegno della collega prof.ssa Chiara Bisio. La crescita culturale di Andrea è motivo di grande soddisfazione perché siamo riusciti a coniugare le sue conoscenze di ingegnere di processo con quella di un ricercatore di laboratorio. Ho apprezzato molto le sue qualità umane, che hanno permesso di rendere semplice il dialogo e di lavorare con entusiasmo agli obiettivi del suo progetto di ricerca. Sono particolarmente soddisfatto dei risultati raggiunti, che sono la base per future sinergie UPO/Syensqo, in linea con la visione e gli obiettivi del Centro RisPA, che ho l’onore di coordinare».
Ultima modifica 28 Maggio 2026
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