Logo UPO, Università del Piemonte Orientale
Main content
Argomento
Scienza e Ricerca

DESTINY-BREAST09: presentato a Chicago lo studio che cambia la strategia farmacologica contro il carcinoma mammario HER2-positivo

DESTINY-Breast09 è uno studio clinico di fase 3 che sta elaborando nuove strategie farmacologiche contro il carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico. Ha coinvolto 1.157 pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo. La combinazione di trastuzumab deruxtecan e pertuzumab riduce del 44% il rischio che la malattia torni a crescere. L’accesso alla terapia è già possibile per le pazienti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara.

Di Redazione

Data di pubblicazione

Studio clinico carcinoma mammario
Studio clinico carcinoma mammario

credits © 123RF/UPO

DESTINY-Breast09 è uno studio clinico di fase 3 che sta elaborando nuove strategie farmacologiche contro il carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico. I risultati dello studio sono stati presentati il 2 giugno scorso durante il Congresso Annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO 2025); i dati dimostrano che la combinazione di trastuzumab deruxtecan (Enhertu®) e pertuzumab (Perjeta®) è in grado di rallentare in modo significativo la progressione del carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico, ritardando il momento in cui la malattia torna a crescere rispetto alla terapia attualmente utilizzata come standard.

Attualmente, il trattamento di prima linea per questa tipologia di tumore prevede l’impiego di un chemioterapico della famiglia dei taxani in combinazione con trastuzumab (Herceptin®) e pertuzumab (schema noto come THP), in uso da oltre vent’anni. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la malattia riprende a crescere entro due anni.

Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo farmaco-coniugato (ADC) di nuova generazione, che unisce l’anticorpo trastuzumab a un potente agente chemioterapico, il deruxtecan. Lo studio DESTINY-Breast09 ha valutato l’efficacia di questo farmaco se utilizzato già come prima opzione di trattamento nella malattia metastatica.

Lo studio ha coinvolto 1.157 pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico, mai trattate prima con chemioterapia o farmaci anti-HER2. Le pazienti sono state suddivise casualmente in tre gruppi, che hanno ricevuto: trastuzumab deruxtecan con placebo, trastuzumab deruxtecan con pertuzumab, oppure la terapia standard (THP). Nella prima analisi presentata all’ASCO, è emerso che la combinazione trastuzumab deruxtecan + pertuzumab riduce del 44% il rischio che la malattia torni a crescere o che la paziente muoia, rispetto alla terapia standard. Inoltre, il tempo medio in cui la malattia è rimasta stabile è stato di oltre tre anni (40,7 mesi) contro circa due anni e mezzo (26,9 mesi) nel gruppo THP. Ad oggi, tuttavia, trastuzumab deruxtecan non è ancora approvato per l’uso in prima linea, e resta un farmaco sperimentale.

Grazie alla partecipazione allo studio clinico internazionale DEMETHER, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara offre alle pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo localmente avanzato o metastatico la possibilità concreta di accedere già da ora a trastuzumab deruxtecan come prima linea di trattamento, anticipando i tempi dell’approvazione ufficiale.

«Novara è uno dei soli due centri nel Nord Italia, e l’unico in Regione Piemonte, coinvolti nello studio DEMETHER – spiega Alessandra Gennari, professoressa ordinaria di Oncologia all’Università del Piemonte Orientale e direttrice della Divisione di Oncologia dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara, che ha preso parte al congresso di Chicago –. Per le pazienti piemontesi si tratta di un’occasione rara e preziosa per ricevere un trattamento innovativo e potenzialmente più efficace, prima che venga reso disponibile su larga scala. La partecipazione a questo importante studio clinico rappresenta una concreta opportunità terapeutica per le nostre pazienti e conferma Novara come centro oncologico di rilievo internazionale.»

Per informazioni e valutazioni cliniche, è possibile rivolgersi alla Divisione di Oncologia dell’AOU Maggiore della Carità di Novara scrivendo a trialsonconovara@gmail.com

 

Fotogallery
ASCO 2025

ASCO 2025 Per UPO presenti a Chicago Benedetta Conte e Alessandra Gennari (a sin. e a ds. nella foto) © Archivio di Ateneo

    Ultima modifica 5 Giugno 2025

    Leggi anche

    Il gruppo LimeLab al X Congresso della divisione di Chimica Teorica e Computazionale: premiata la dottoranda DISIT Ester Salvi

    Il LIMELab, gruppo di Chimica Quantistica del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica (DISIT), ha partecipato al congresso nazionale della Divisione di Chimica Teorica e Computazionale della Società Chimica Italiana: per la migliore presentazione, è stato assegnato un premio ex aequo alla dottoranda Ester Salvi.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 22 Settembre 2026

    Ester Salvi, Ciro A. Guido, Josè Gabriel Gil Perez, Alberto Zoccante e Valeria Palumbo

    XXI Congresso Nazionale SISA: premiata la dottoressa Baima per il miglior abstract

    Il convegno ha riunito medici, biologi, nutrizionisti, chimici, biotecnologi e professionisti del settore, offrendo un'occasione di confronto sul benessere personalizzato e sostenibile. I temi trattati hanno spaziato dalla valorizzazione della tradizione all'impiego delle nuove tecnologie per la diagnostica e l'intervento terapeutico.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 21 Settembre 2026

    Il dottor Edoardo Mocini e la dottoressa Jessica Baima

    Due giovani ricercatori UPO premiati al meeting dell’Interuniversity Institute of Myology

    Hajar Meskine e Tommaso Raiteri si sono aggiudicati ex aequo il primo premio per il miglior poster. I loro studi indagano gli effetti della dieta occidentale sul benessere muscolare e possibili strategie nutrizionali per contrastarli

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 16 Settembre 2026

    23° meeting dell’Interuniversity Institute of Myology