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XXIII Rapporto AlmaLaurea

Pubblicato il Rapporto su Profilo e Condizione Occupazionale dei Laureati

Di Stefano Boda

Data di pubblicazione

XXIII Rapporto AlmaLaurea
XXIII Rapporto AlmaLaurea

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato oggi, venerdì 18 giugno, in streaming, il XXIII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani; le due indagini hanno coinvolto 76 università aderenti al Consorzio.

Il Rapporto di AlmaLaurea sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di 291 mila laureati nel 2020: in particolare, 165 mila laureati di primo livello, 89 mila dei percorsi magistrali biennali e 36 mila a ciclo unico; il Rapporto di AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati ha analizzato 655 mila laureati di primo e secondo livello nel 2019, 2017 e 2015 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Il Profilo dei Laureati

laureati UPO nel 2020 coinvolti nell’indagine sono 2.126. I dati rilevati dal Consorzio confermano le performance positive registrate negli ultimi anni: l’età media alla laurea è 25,6 anni, appena inferiore alla media nazionale di 25,8. Il 64,1% (media italiana 58,4%) dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 62,1% tra i triennali (contro il 57,7%) e l’80,5% tra i magistrali biennali (contro il 64,3%).

Il voto medio di laurea è 101,3 su 110, inferiore alla media nazionale del 103,2.

Il 73,0% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi e anche questo è un dato nettamente superiore alla media nazionale del 57,6%; dato confermato osservando sia i dati dei laureati di primo livello (74,9% contro il 57,3%) sia dei magistrali (66,7% contro il 61,7%), sia tra i laureati magistrali a ciclo unico (73,5% contro il 50,2%).

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti.

Il 92,0% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’87,6% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’87,1% dei laureati che le ha utilizzate considera le aule adeguate. Più in generale, il 93,7% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 72,3% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

 

La Condizione occupazionale

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 3.471 laureati UPO. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2019 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2015 e intervistati dopo cinque anni.

Per quanto riguarda i laureati triennali contattati a un anno dal conseguimento del titolo, il 54,2% decide di proseguire il percorso formativo con un corso di secondo livello. Indagando la quota rimanente (45,4%), il tasso di occupazione è dell’83,5% a fronte di una media nazionale del 69,2%, la retribuzione media è di 1.433 Euro (rispetto alla media nazionale di 1.270 Euro) e il 78,5 % valuta efficace o molto efficace il titolo conseguito (contro il 62,8%).

Tra i laureati di secondo livello del 2019 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione è pari al 75,4% (media italiana 68,1%), la retribuzione media è di 1.489 Euro (media nazionale 1.364 Euro), il lavoro part-time coinvolge il 18,6% dei laureati (contro il 20,7%), la laurea è giudicata efficace o molto efficace dal 66,8% (contro il 66%).

Non cambia di molto la fotografia dei laureati di secondo livello del 2015, intervistati a 5 anni dal conseguimento del titolo.

Il tasso di occupazione è pari al 91,6% (media italiana 87,7%), la retribuzione media è di 1.552 Euro (media nazionale 1.556 Euro), il lavoro part-time coinvolge il 7,2% dei laureati (contro il 10,9%), la laurea è giudicata efficace o molto efficace dal 70,4% (contro il 68,5%).

La professoressa Chiara Morelli, delegata del Rettore per Orientamento, Job Placement, Almalaurea e Stage post-laurea ha commentato con soddisfazione i dati emersi dal Rapporto: «Un anno difficile, un anno che ha richiesto grandi cambiamenti a tutti, ma anche un anno in cui non è mai mancata l’attenzione ai nostri studenti e la collaborazione con scuole, enti, istituzioni e imprese del territorio. Un anno che, come attesta AlmaLaurea, conferma le performance positive del nostro Ateneo.

Gli studenti rimangono al centro di un progetto che prevede un’attenta pianificazione dell’offerta formativa e un accorto orientamento in entrata, in itinere e in uscita. AlmaLaurea certifica la soddisfazione dei nostri studenti, la regolarità negli studi e il rapido inserimento nel mondo del lavoro. Sicuramente i numeri sono molto importanti e se, come in questo caso, sono positivi fanno molto piacere, ma ciò che ci fa comprendere che stiamo percorrendo la strada corretta sono anche i continui apprezzamenti che riceviamo dalle aziende e dalle istituzioni sulla qualità, sulla preparazione e sulle competenze dei nostri studenti.

Un dovuto ringraziamento va, pertanto, a tutte le realtà del territorio che credono al progetto formativo e riconoscono la qualità dei nostri laureati».

    Ultima modifica 13 Settembre 2022

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