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UPO inaugura la nuovissima Biobanca. Servirà a fare ricerca ma sarà al servizio della comunità

Al momento conserva 30.000 campioni biologici ma può arrivare fino a due milioni. Una realtà di ricerca e malattia unica nel panorama universitario italiano

Di Leonardo D'Amico

Data di pubblicazione

UPO inaugura la nuovissima Biobanca. Servirà a fare ricerca ma sarà al servizio della comunità
UPO inaugura la nuovissima Biobanca. Servirà a fare ricerca ma sarà al servizio della comunità

Martedì 11 ottobre è stata inaugurata UPO Biobank, la biobanca dell’Università del Piemonte Orientale che opera presso il CAAD a Novara. Nata per consentire la raccolta e la conservazione di campioni biologici e dei dati clinici associati per finalità di ricerca biomedica, il primo obiettivo della struttura coordinata dalla professoressa Daniela Capello sarà quello di promuovere il Novara Cohort Study, uno studio che ha l’obiettivo di coinvolgere 10.000 cittadini (sono già 2.000 i novaresi che hanno aderito) per indagare a fondo il tema dell’invecchiamento su base scientifica.

UPO Biobank è nata anche grazie al sostegno economico della Regione Piemonte nell'ambito del programma POR-FESR Piemonte 2014-2020, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione Comunità Novarese Onlus e dei club service Rotary Novara, Rotary Valticino e Rotary Borgomanero Arona.

L'inaugurazione della Biobanca è stata l'occasione per presentare alle autorità e ai cittadini di Novara le nuove attrezzature a disposizione dei ricercatori UPO per la catalogazione e la conservazione dei campioni biologici. Durante la presentazione, coordinata dal direttore del DIMET Gianluca Aimaretti sono intervenuti il rettore Gian Carlo Avanzi, il presidente della Scuola di Medicina Marco Krengli e il direttore del CAAD Claudio Santoro. "Sono molto emozionato e soddisfatto - ha detto il Rettore - perché l'inaugurazione di un simile centro di ricerca significa entrare nel cuore della ricerca, fatta dagli studiosi per la scienza e per comunità, e anche perché mi fa tornare indietro nel tempo, quando da giovane ricercatore sapevo dell'importanza primaria di potere avere una base di dati utile ad ampliare le nostre conoscenza su determinate patologie. È ciò che, grazie alla professoressa Capello e alle ricercatrici Valentina Bettio ed Eleonora Mazzucco, siamo riusciti a fare proprio grazie al biobancaggio dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19. Da allora gli studi UPO basati sui dati raccolti in collaborazione con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria sono ben 700 e sono in continuo aumento."

L'assessore regionale alla ricerca Matteo Marnati ha illustrato le strategie di sviluppo regionale che hanno portato a sostenere con forza la nascita della Biobanca e i possibili scenari futuri del nuovo piano di finanziamento regionale della ricerca, mentre il Sindaco di Novara Alessandro Canelli ha sottolineato il risvolto sociale e culturale che la nascita della Biobanca comporterà per la città di Novara.

Tutte le attività della Biobanca saranno svolte in stretto contatto con le strutture sanitarie della zona, dinamiche che sono state illustrate dal direttore generale dell'AOU "Maggiore della Carità" Gianfranco Zulian, dal direttore generale dell'ASL Novara Angelo Penna e dal presidente dell'Ordine dei medici di Novara Federico D'Andrea.

Le attività della Biobanca con riferimento al Novara Cohort Study e alle altre attività di ricerca sono state presentate dalla professoressa Daniela Capello e dal professor Fabrizio Faggiano. "La Biobanca - ha spiegato la professoressa Capello - è nata nell’aprile 2020 per rispondere all’emergenza COVID e da allora la sua attività è in continua espansione e ad oggi, ha in attivo 13 progetti di raccolta di materiale biologico e conserva campioni biologici di più di 1200 soggetti che equivalgono a più di 30.000 campioni conservati." Fabrizio Faggiano è poi entrato nel dettaglio del Novara Cohort Study spiegando che lo studio coinvolgerà 10.000 individui con età maggiore ai 35 anni (al momento i tamponi raccolti sono 2.000 e la priorità è stata data ai soggetti con età maggiore a 65 anni).

Tutti possono candidarsi ad essere parte del Novara Cohort Study iscrivendosi al sito https://biobank.uniupo.it/novara-cohort-study/ o chiedendo informazioni via mail a ncs@uniupo.it

 

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    Ultima modifica 11 Novembre 2022

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