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Un complesso intervento chirurgico per tumore al polmone è stato condotto con successo al “Maggiore della Carità” di Novara
Il professor Ottavio Rena, docente di Chirurgia toracica al DISS e direttore della SCDU di Chirurgia toracica al "Maggiore della Carità", ha utilizzato una rara tecnica di chirurgia toracica utilizzata per la prima volta in Piemonte e solo altre 9 volte in Italia per una patologia tumorale.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © Archivio UPO
Una rara tecnica chirurgica ha permesso di salvare da un tumore al polmone un paziente cinquantenne presso la Struttura complessa a direzione universitaria di Chirurgia toracica, diretta dal professor Ottavio Rena, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Novara.
Un’équipe guidata dal professor Rena, docente di Chirurgia toracica presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università del Piemonte Orientale, nei giorni scorsi ha condotto con successo un intervento di asportazione dell’intero polmone destro allargata alla parte terminale della trachea (sleeve pneumonectomy) con la ricostruzione della via aerea, tramite anastomosi tracheo-bronchiale sinistra.
Si tratta di un intervento molto raro che, sebbene presente nel bagaglio culturale dei chirurghi toracici esperti, è reso complesso nella fase ricostruttiva (anastomosi tracheo-bronchiale) dalla necessità di ventilare il paziente durante l’intervento, utilizzando tubi inseriti nella trachea e nel bronco da anastomizzare attraverso il campo operatorio.
Il paziente, proveniente da un altro Centro, era affetto da un tumore al polmone esteso al bronco principale destro; la chemioterapia pre-operatoria, normalmente prescritta in questi casi per ridurre l’estensione del tumore e consentire l’intervento chirurgico, non aveva ottenuto il risultato atteso, come confermato dalla TC eseguita per ridefinire lo stato di avanzamento della malattia.
Il prof. Rena ha dunque deciso per una tecnica innovativa utilizzata per la prima volta in Piemonte e, secondo quanto reperibile in letteratura, solo altre 9 volte in Italia per una patologia tumorale: l’utilizzo durante tutta la durata dell’intervento in anestesia generale dell’ECMO V-V (circolazione extracorporea con ossigenatore a membrana veno-venoso), che consente di recuperare il sangue del paziente con una cannula inserita nella vena femorale, ossigenarlo e reinfonderlo nella vena cava superiore attraverso una cannula inserita nella vena giugulare, bypassando così completamente la funzione polmonare.
L’utilizzo dell’ECMO ha consentito la fase di anastomosi tracheo-bronchiale in pochissimi minuti, un tempo infinitamente inferiore a quello dell’intervento classico, con un’accuratezza tecnica della sutura assolutamente affidabile e migliore di quella tradizionale. Il paziente ha avuto un decorso post-operatorio senza complicazioni ed è stato dimesso dopo dieci giorni. I controlli a oltre un mese dall’intervento hanno evidenziato ottimi risultati chirurgici e l’esame istologico ha testimoniato la radicalità dell’asportazione della malattia.
«L’organizzazione dell’intervento – ha sottolineato il prof. Rena – è stata possibile grazie a una serie di expertise presenti da anni presso il Dipartimento CardioToracoVascolare diretto dal prof. Giuseppe Patti e di Emergenza e Urgenza diretto dal prof. Francesco Della Corte dell’AOU di Novara. È stata inoltre fondamentale la collaborazione di tutta l’équipe della Chirurgia Toracica, della Cardiochirurgia diretta dal dott. Giovanni Casali, degli Anestesisti di Cardiochirurgia e del personale delle sale operatorie: i perfusionisti, gli strumentisti, gli infermieri e il personale di supporto».
«La Struttura di Chirurgia Toracica dell’AOU – ha concluso il professore – si riconferma ancora una volta un centro di eccellenza regionale e nazionale per la terapia chirurgica del tumore al polmone, come rimarcato dai dati diffusi dall’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali».
Ultima modifica 24 Ottobre 2024
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