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Microbiota e asma nei bambini: uno studio per il futuro della prevenzione
Lo studio MicroASM, promosso da AOU AL con la collaborazione dell'UPO, analizza il ruolo del microbiota intestinale nell'asma infantile. Attraverso l'analisi di campioni fecali, lo studio valuta l'impatto di fattori come antibiotici, alimentazione e attività fisica. I primi risultati mostrano una bassa percentuale di germi patogeni e un legame con l'uso di antibiotici.
Di Redazione
Data di pubblicazione
credits © AOU AL
Il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell'Università del Piemonte Orientale collabora attivamente allo studio di fattibilità denominato MicroASM e presentato dalla dottoressa Valentina Pizzo, promosso dalla SSD Laboratori di Ricerca del DAIRI (Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione) dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, la cui responsabile è la dottoressa Annalisa Roveta.
Lo studio, condotto in collaborazione con il Laboratorio Integrato di Sequenziamento della SC Microbiologia e Virologia diretto dal dottor Andrea Rocchetti e con il supporto clinico della SC Pediatria, si propone di analizzare il ruolo del microbiota intestinale nell’insorgenza e nella gestione dell’asma bronchiale nei bambini. Il Principal Investigator è il dottor Enrico Felici, affiancato dalla dottoressa Giuseppina Perricone e dalla dottoressa Michela Gandino.
L’asma è una delle patologie croniche più diffuse in età pediatrica e la sua incidenza è in aumento. Indagini recenti suggeriscono una possibile correlazione tra lo sviluppo della malattia e alterazioni nella composizione del microbiota intestinale nei primi anni di vita. Lo studio si propone di descrivere queste modificazioni in bambini tra i 6 e i 9 anni con diagnosi di asma intermittente o lieve persistente, seguiti presso l’ambulatorio pediatrico dell’Ospedale Infantile di Alessandria.
I venti bambini finora arruolati sono stati sottoposti a raccolta di campioni fecali, con l’obiettivo di analizzare sia la qualità sia la quantità delle specie microbiche presenti. Tra gli aspetti indagati anche l’influenza di fattori comportamentali e ambientali, come alimentazione, attività fisica e terapie farmacologiche.
L’analisi statistica dei dati è attualmente in corso, ma dai primi risultati emerge un dato incoraggiante: la percentuale di germi patogeni risulta molto bassa e le principali variazioni nella composizione del microbiota sembrano al momento associate in modo significativo all’uso di antibiotici.
Il progetto rappresenta un importante passo avanti nella comprensione del legame tra microbiota e patologie respiratorie, ponendo le basi per futuri interventi preventivi e terapeutici personalizzati, anche in ambito pediatrico.
Ultima modifica 8 Aprile 2025
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