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Un approccio combinato per identificare nuovi inibitori delle diacilglicerolo chinasi per il trattamento del cancro
Luisa Racca è assegnista di ricerca nel campo della Biochimica presso il Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, a Novara; la Fondazione Umberto Veronesi ha recentemente deciso di premiare il suo lavoro assegnandole una delle sue ambite borse di studio. Cercherà di identificare nuovi inibitori delle diacilglicerolo chinasi per un trattamento del cancro più efficace.
Di Leonardo D'Amico
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credits © UPO/Archivio di Ateneo
La dottoressa Luisa Racca lavora al Dipartimento di Medicina traslazionale (DIMET) dell’Università del Piemonte Orientale, a Novara, dove è assegnista di ricerca nel campo della Biochimica. La sua attività di laboratorio – concentrata sull’identificazione di nuovi inibitori delle diacilglicerolo chinasi per un trattamento del cancro più efficace – godrà nei prossimi mesi di un impulso maggiore, grazie a una delle prestigiose borse di studio messe in campo dalla Fondazione Umberto Veronesi.
«Le diacilglicerolo chinasi (DGK) – spiega la dottoressa Racca – sono degli enzimi presenti nel nostro corpo che svolgono un ruolo chiave nelle vie di segnalazione dei fosfoinositidi e nella trasmissione di segnali all'interno delle cellule; rimuovendo il diacilglicerolo e generando acido fosfatidico, regolano per esempio le risposte dei linfociti. La scienza ha stabilito che le cellule tumorali possono sfruttare questa funzione a loro vantaggio, per esempio per eludere il sistema immunitario, per opporsi ai meccanismi di morte programmata e per proliferare in maniera incontrollata. Infatti l’elevata espressione di alcune isoforme, come la α, ζ o η può essere correlata con una sopravvivenza più breve nei pazienti che le presentano, rendendole dei potenziali bersagli terapeutici.»
La ricerca di inibitori delle DGK è un ambito di grande attualità per lo sviluppo di nuove terapie anticancro, poiché potrebbero causare citotossicità selettiva nelle cellule tumorali e migliorare contemporaneamente le risposte delle cellule T, aumentando così la risposta immunitaria contro il tumore. «La combinazione di approcci terapeutici diversi – continua la Ricercatrice – aumenta notevolmente la possibilità di remissione. Tuttavia, al momento solo poche molecole sono state esaminate a questo scopo, ed è stato evidenziato come il loro utilizzo sia limitato dallo sviluppo di possibili effetti collaterali dovuti, per esempio, alla loro azione su altri recettori, come quelli della dopamina, o dalla loro rapida eliminazione.»
Il progetto della dottoressa Racca, che la Fondazione Veronesi supporterà per i prossimi dodici mesi, ha quindi come obbiettivo di andare a ricercare nuovi inibitori delle diacilglicerolo chinasi, in particolar modo delle isoforme ζ e η, per le quali attualmente vi sono pochissimi proposte.
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- Biochimica
Ultima modifica 14 Dicembre 2023
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