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Scuola della Didattica Junior AIDEA: il rettore Rizzi alla lezione inaugurale

Al via il corso per lo sviluppo di competenze trasversali e soft-skill, come il public speaking e la gestione d'aula. Nel suo intervento, il rettore Rizzi ha incoraggiato i partecipanti a innovare nella didattica e a riconoscere l'insegnamento come una missione fondamentale e interconnessa con la ricerca e la "terza missione" dell'università.

Di Riccardo Rubis Passoni

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Il rettore Menico Rizzi durante il suo intervento alla SDJ
Il rettore Menico Rizzi durante il suo intervento alla SDJ

credits © UPO

Ha preso il via a Vercelli, lunedì 7 luglio, la Scuola della Didattica Junior (SDJ), un'iniziativa promossa dall'Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA).  

Il programma intensivo, rivolto a ricercatori, assegnisti e dottorandi per fornire le competenze essenziali per gestire le diverse fasi della didattica universitaria e preparare la prossima generazione di docenti universitari, ha visto alla sua inaugurazione la presenza di due personalità di rilievo nella storia dell'Università del Piemonte Orientale. Da un lato, infatti, il rettore Menico Rizzi ha provveduto ad aprire i lavori con una sua prolusione; dall'altro, primo relatore del corso è stato il professor Giorgio Donna, ordinario in quiescenza di Economia aziendale, nonché Direttore Generale di UPO tra il 2012 e il 2015.

L'intervento del rettore Menico Rizzi è risultato di grande respiro, toccando varie tematiche, anche critiche e urgenti, relative al mondo dell'università. Quest'ultima, infatti, pone la missione primaria della formazione, un compito che dovrebbe andare oltre la specializzazione settoriale per includere un approccio più ampio e multidisciplinare, essenziale per la crescita degli studenti e per la loro capacità di adattamento futuro.

Per il rettore Rizzi, le ricercatrici e i ricercatori possono essere promotori di un cambiamento dal basso, sottolineando come i giovani siano incoraggiati a far sentire la propria voce, a formare gruppi di lavoro e a presentare proposte innovative, senza permettere che il loro ruolo venga sottovalutato.

Sebbene i concorsi nazionali siano rigidi, gli atenei – ha proseguito il rettore Rizzi nel suo discorso – hanno autonomia per creare meccanismi di premialità interni che valorizzino la didattica. La valutazione degli studenti, per esempio, si basa attualmente su metodi tradizionali focalizzati sulla semplice acquisizione di nozioni a breve termine: risulta dunque impellente la necessità di esplorare nuove forme di verifica che includano la discussione critica, i lavori di gruppo e la valutazione delle competenze trasversali, pur riconoscendo le difficoltà pratiche come la mancanza di tempo da parte dei docenti.

 

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Il professor Giorgio Donna durante il suo intervento alla SDJ

Il professor Giorgio Donna durante il suo intervento alla SDJ.JPG Il professor Giorgio Donna durante il suo intervento alla SDJ © UPO

    Ultima modifica 8 Luglio 2025

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