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I nuovi materiali e le sfide del futuro nella Summer School EPF 2021
Si è conclusa con oltre 300 partecipanti da 26 paesi la scuola della Federazione Europea Polimeri. Riciclaggio e sostenibilità al centro del discorso, senza demonizzare il ruolo della plastica nella società contemporanea
Di Leonardo D'Amico
Data di pubblicazione
L'edizione digitale della Summer School EPF (European Polymer Federation) 2021 (sito Web) ha registrato la partecipazione di ben 300 partecipanti (soprattutto giovani studenti e ricercatori) provenienti da 26 paesi diversi. Sono stati presentati 77 poster nella sessione dedicata, seguiti da discussioni molto attive nelle aule virtuali con i docenti. La qualità scientifica del programma è stata assicurata da 14 conferenze tenute da rappresentanti di eccellente livello del mondo accademico e dell'industria. La Scuola è stata supportata in maniera concreta da INSTM e alla Royal Society of Chemistry.
«La strada verso l'edizione digitale della Scuola non è stata semplice — spiega Michele Laus, professore ordinario di Chimica industriale al DISIT e componento attivo del comitato organizzativo e scientifico della Summer School EPF —; nell'estate del 2020 la pandemia di Covid sembrava volgere al termine, e di conseguenza era previsto un corso residenziale di cinque giorni. Pochi mesi fa, purtroppo, sembrava decisamente impossibile organizzare la Scuola su base residenziale. La scelta alternativa, una versione digitale, consisteva in una miscela piuttosto imprevedibile di pro e contro. I board di EPF e AIM (Associazione Italiana Scienza e Tecnologia delle Macromolecole, che ho l'onore di presiedere) hanno deciso per l'edizione digitale e a posteriori possiamo dire che è stata la scelta giusta! Il numero dei partecipanti è stato, infatti, molto superiore a quello possibile nella forma residenziale. Il programma, nel modulo web, doveva essere ridotto da cinque a tre giorni. Tuttavia, sono stati delineati molti aspetti delle relazioni tra economia circolare e polimeri.»
La tradizionale attenzione alla produzione, alla lavorazione e all'applicazione del ciclo di vita rende chiaro che in futuro sarà necessario anche uno sforzo maggiore per la gestione dei polimeri quando raggiungono lo "stato" di rifiuto. Dalla Scuola sono emersi messaggi molto importanti. Tra questi è possibile citare i più condivisi:
- la soluzione dei problemi di riciclaggio non è un'unica tecnologia ma piuttosto una complessa miscela di diverse tecniche;
- va rafforzata la tradizionale interdisciplinarietà del mondo dei polimeri;
- l'economia circolare deve incrociarsi tra scienza e tecnologia da un lato e, ad esempio, sociale, politica e etica dall'altro;
- c'è un forte bisogno di evitare stereotipi mainstream come, per esempio, descrivere un mondo senza plastica come un Paradiso;
- le sfide attuali richiederanno molto probabilmente un duro lavoro per un lungo periodo di tempo per trovare le risposte giuste al cambiamento di paradigma richiesto.
Per i giovani ricercatori di polimeri questa School rappresenta solo un punto di partenza: di fronte a loro si apre una vita professionale tutta da scrivere grazie agli incessanti progressi della scienza nel campo dei nuovi materiali.
Ultima modifica 13 Settembre 2022
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