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Novara, «la Scuola di Medicina ha bisogno di nuovi spazi»
L’organizzazione della Scuola di Medicina nella futura Città della Salute di Novara al centro dell’audizione del Rettore Menico Rizzi in Commissione Sanità a Torino. «Un progetto ambizioso che mira a integrare formazione medica, ricerca biomedica e tecnologie avanzate in una struttura moderna, rispondendo alla crescente domanda di nuovi medici.»
Di Redazione
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credits © 123RF/UPO
L’organizzazione della Scuola di Medicina nella futura Città della Salute di Novara è stata argomento dell’audizione che si è svolta a Torino lunedì 10 febbraio 2025 in Commissione Sanità, con la partecipazione del Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, professor Menico Rizzi.
La Commissione, presieduta all’inizio dal vicepresidente Daniele Valle e successivamente dal presidente Luigi Icardi, ha ascoltato la presentazione del Rettore e gli ha poi rivolto alcune domande specifiche. «L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Novara svolge sia attività di ricerca biomedica sia di formazione – ha spiegato il Rettore – attualmente gli spazi per la formazione degli studenti di area medica non sono sufficienti, ci sono poi anche le attività di ricerca clinica e biomedica. Nella nuova Città della Salute avremo una struttura moderna in cui formazione e ricerca saranno integrate. Oggi abbiamo 130 studenti del primo anno ed è il numero massimo che possiamo seguire, ma c’è una forte richiesta per aumentare il numero di matricole. Per farlo, tuttavia, occorrono aule con una capienza adeguata e anche docenti; con le strutture attuali al massimo potremo arrivare a 150 studenti. È molto importante che sia la didattica sia la ricerca siano all’interno dell’ospedale.»
Diversi consiglieri hanno posto domande al Rettore sulla futura capienza della Scuola di Medicina all’interno della nuova Città della Salute di Novara, che dovrebbe essere operativa tra 5 o 6 anni. Sono intervenuti: Domenico Rossi (Pd), Davide Buzzi Langhi (Fi), Mauro Salizzoni (Pd), Sarah Disabato (M5s), Gianluca Godio (FdI), Davide Zappalà (FdI), Pasquale Coluccio (M5s).
«Per limitare la fuga di pazienti verso la vicina Regione Lombardia – ha proseguito il Rettore – bisogna organizzare la formazione dei medici in modo nuovo: a piccoli gruppi, seguiti da un tutor, utilizzando le simulazioni anche attraverso le nuove tecnologie e l’Intelligenza Artificiale. Una struttura moderna anche dal punto di vista architettonico ci interessa molto, sia per la didattica sia per la ricerca biomedica.»
(Fonte: Ufficio Stampa Consiglio Regionale del Piemonte, Federica Calosso, federica.calosso@cr.piemonte.it)
Ultima modifica 12 Marzo 2025
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