- Argomento
- Scienza e Ricerca
Monitorare la biodiversità urbana con il DNA ambientale
BIOURBAN-IMON è un progetto di ricerca interdisciplinare che integra genetica, ecologia e innovazione tecnologica per studiare la biodiversità in ambito urbano. L’approccio, basato sul monitoraggio del DNA ambientale, con un prototipo ideato al DISSTE, consente di rilevare specie autoctone e specie invasive, offrendo nuove prospettive per la conservazione degli ecosistemi cittadini e per la gestione sostenibile degli ambienti urbani.
Di Paola Brullo
Data di pubblicazione
credits © UPO
Nel novembre di quest’anno, è giunto al termine il progetto BIOURBAN-IMON (Nuovi strumenti automatizzati per il monitoraggio della biodiversità funzionale e delle specie invasive in ambiente urbano), portato avanti da un gruppo di ricerca formato da membri del DISSTE, dell’Università degli studi dell’Insubria e dell’Università degli Studi di Milano – Bicocca, realizzato grazie a un finanziamento europeo NextGenerationEU nell’ambito del programma National Biodiversity Future Center (Spoke 5).
Scopo del progetto è stato quello di mostrare come l’analisi del DNA ambientale (eDNA) raccolto dall’aria possa rivoluzionare il monitoraggio della biodiversità urbana e l’identificazione precoce di specie invasive. L’analisi è stata affrontata seguendo un approccio integrato multi-taxa, utilizzando tecnologie innovative non invasive, per meglio comprendere la presenza di organismi e supportare strategie di conservazione ecologica nelle città.
Il team DISSTE di specialisti in zoologia era formato dalla professoressa Irene Pellegrino (PI), dal professor Marco Cucco e dalla dottoressa Martina Nasuelli, assegnista di ricerca. “Come gruppo di ricerca – spiega la professoressa Pellegrino – in Dipartimento ci siamo occupati dell’ideazione del prototipo dello strumento per il campionamento dell’e-DNA e abbiamo validato un protocollo per caratterizzare la biodiversità animale urbana tramite eDNA metabarcoding. Ogni organismo, infatti, lascia tracce genetiche nell’ambiente, attraverso pelle, peli, escrementi o cellule: queste firme molecolari possono essere catturate, estratte e analizzate per capire quali specie abitano o transitano in un’area urbana. A questo scopo, abbiamo realizzato, in stampa 3D, il nostro campionatore, che attira l’aria ambientale tramite delle ventole, intrappolando nei suoi filtri EPA il bio-aerosol da cui vengono estratti i frammenti di e-DNA da analizzare. A supporto, abbiamo creato anche un database di riferimento delle sequenze di DNA di tutte le specie italiane e aliene, uno strumento essenziale per confrontare e identificare i diversi dati raccolti dai dispositivi che, a tal fine, abbiamo disposto nelle città di Milano e Torino. Tale approccio può integrare e anche superare alcune tecniche convenzionali di monitoraggio della fauna, come trappole fotografiche o osservazioni dirette, offrendo una finestra più ampia e continua sulla composizione biologica di un’area.”.
Per approfondire il progetto e le azioni messe in campo da tutti i suoi attori, sono stati prodotti tre video, dedicati rispettivamente alla spiegazione del progetto nelle sue varie fasi, al prototipo per il campionamento dell’e-DNA e alle mappe del rischio ecologico. I video, che hanno coinvolto il divulgatore scientifico, autore e giornalista Filippo Zibordi, sono disponibili su YouTube, visionabili ai seguenti link:
1 - BIOURBAN-IMON | Biodiversità urbana e monitoraggio delle specie invasive
2 - BIOURBAN-IMON | Il prototipo per il campionamento dell'e-DNA
3 - BIOURBAN-IMON | Dal DNA alle mappe del rischio ecologico
Ultima modifica 7 Gennaio 2026
Leggi anche
Tumori gastrointestinali: Novara protagonista nelle nuove linee guida sulla radioterapia di precisione
Il professor Pierfrancesco Franco del Dipartimento di Medicina traslazionale tra gli esperti coinvolti nella stesura del documento.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 28 Agosto 2026
Trauma stabilization points nei conflitti armati: la ricerca targata CRIMEDIM per ottimizzare l'assistenza traumatologica
Un team di ricerca internazionale ha analizzano l'uso dei Trauma Stabilization Points a Gaza per guidare le nuove direttive OMS. La dottoressa Marta Caviglia, ricercatrice di Anestesiologia nel nostro Ateneo, ha concepito l'idea, eseguito l'analisi e la curatela dei dati, redatto l'articolo, progettato figure e tabelle e approvato la versione finale.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 18 Agosto 2026
Un manoscritto inedito sulle opere biologiche di Aristotele identificato a Vercelli: la scoperta del DISUM pubblicata su Aristotelica
La scoperta del manoscritto aristotelico da parte di un team di ricerca del DISUM apre nuove prospettive sulla conoscenza delle scienze biologiche nei secoli di attività dell’antica Università di Vercelli (XIII-XIV).
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 03 Agosto 2026
Linfoma mantellare: su Journal of Clinical Oncology lo studio UPO che ridisegna il mantenimento clinico
La rivista Journal of Clinical Oncology ha pubblicato lo studio TRIANGLE sul linfoma mantellare, con il professor Marco Ladetto (UPO) come primo autore. La ricerca dimostra che la combinazione di Ibrutinib e Rituximab rappresenta la strategia di mantenimento clinico ideale per i pazienti affetti da questa grave malattia. Il risultato conferma l’eccellenza scientifica dell’Ateneo, evidenziando il prezioso contributo della giovane assegnista di ricerca dottoressa Rita Tavarozzi.
- Argomento
- Scienza e Ricerca
Data di pubblicazione 30 Luglio 2026