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Intervento di ricostruzione dell’esofago con frazioni di colon al “Maggiore della Carità” di Novara

Il team guidato dal professor Sergio Gentilli (Dipartimento di Scienze della salute UPO) ha utilizzato una tecnica che viene scelta in casi straordinari per la sua difficoltà e per le condizioni spesso critiche dei pazienti coinvolti.

Di Stefano Boda

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Sergio Gentilli
Sergio Gentilli

credits © Archivio UPO

Un’équipe guidata dal professor Sergio Gentilli, docente di Chirurgia generale presso il Dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte Orientale e direttore della Struttura complessa a direzione universitaria di Chirurgia generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, nei giorni scorsi ha condotto con successo un complicato intervento di ricostruzione dell’esofago mai affrontato in passato nelle strutture del nosocomio novarese. L’operazione, infatti, è estremamente rara e viene svolta solo 4-5 volte l’anno in Piemonte. La Struttura di Chirurgia di Novara l’ha eseguita 5 volte negli ultimi anni per indicazioni differenti.

«Questa procedura – spiega il professor Gentilli – si adotta raramente poiché sono pochissimi i pazienti che sopravvivono alle gravi patologie che la renderebbero necessaria, come per esempio esofago compromesso da caustici, fistole esofago-aortiche, traumi e rotture spontanee dell’esofago, situazioni cliniche che portano a una ricostruzione della via digestiva sempre molto dilazionata con trasposizione degli organi in sede extra-anatomica.»

La paziente, una donna di 56 anni precedentemente ospedalizzata presso un’altra struttura, era stata operata nel gennaio del 2023 per contrastare il suo caso di obesità. Dopo una decina di giorni era stata ricoverata d’urgenza presso l’AOU “Maggiore” di Novara per una peritonite da fistola gastrica insorta in seguito di sleeve gastrectomy laparoscopica. Dopo una serie di trattamenti “conservativi” falliti – consigliati dalla letteratura internazionale – l’équipe del professor Gentilli aveva riscontrato la comparsa di una comunicazione tra aorta ed esofago (fistola su endoprotesi), condizione che aveva portato alla necessità di eseguire una parziale esofagectomia e l’asportazione totale dello stomaco, a cui, pochi giorni dopo, era seguito un intervento di sostituzione dell’aorta toracica con una protesi eseguita dal professor Mauro Rinaldi, direttore della Cardiochirurgia presso l’AOU “Citta della Salute e della Scienza” di Torino – Ospedale Molinette.

«Dal mese di maggio 2023 – continua il professor Gentilli – il decorso post-operatorio della paziente è stato molto travagliato». A lungo ricoverata presso il reparto di Malattie infettive del “Maggiore”, la paziente è sopravvissuta solo grazie a una sonda di alimentazione enterale, trachestomia e aveva esteriorizzato al collo l’esofago rimanente.

La svolta arriva nel 2024, quando il lento ma progressivo miglioramento delle condizioni cliniche ha convinto l’équipe del professor Gentilli a optare per l’intervento ricostruttivo dell'esofago, sostituito con il colon di destra anastomizzato al collo e passato per via retrosternale. «Dal 7 ottobre 2024 – conclude il Docente – la nostra paziente ha ripreso finalmente l’alimentazione per bocca e può guardare al futuro con una speranza e una qualità di vita decisamente migliori. Desidero ringraziare tutto lo staff di professioniste e professionisti che ha reso possibile questo intervento. Senza di loro e senza la rete di competenze del sistema sanitario regionale questo approccio innovativo alla chirurgia non sarebbe stato possibile

    Ultima modifica 16 Ottobre 2024

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