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Complesso intervento chirurgico multiequipe per rarissimo tumore intratoracico al "Maggiore" di Novara
Un'équipe guidata dai professori Sergio Gentilli e Ottavio Rena ha asportato un raro sarcoma mediastinico e ricostruito l'esofago in un paziente di 76 anni affetto da miastenia gravis.
Di Simone Sarasso
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credits © Archivio UPO
Un intervento di alta complessità chirurgica è stato eseguito con successo presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Maggiore della Carità" di Novara. Il paziente, un uomo di 76 anni, era giunto all'osservazione clinica a seguito di gravi difficoltà alla deglutizione che gli avevano causato, negli ultimi mesi, un calo ponderale importante per la progressiva impossibilità a nutrirsi.
Il quadro clinico era reso particolarmente delicato da una patologia neurologica cronica di cui il paziente è affetto da anni: la miastenia gravis, una malattia autoimmune che causa esauribilità muscolare e che, quando non completamente corretta dalla terapia medica, può esacerbarsi interessando i muscoli della deglutizione e della respirazione.
«Gli accertamenti radiologici ed endoscopici eseguiti – spiega Sergio Gentilli, professore associato di Chirurgia generale presso il Dipartimento di Scienze della salute dell'Università del Piemonte Orientale, direttore della SCDU di Chirurgia generale dell'AOU "Maggiore della Carità" e della Scuola di Specializzazione in Chirurgia generale UPO – hanno dimostrato un grosso tumore di rarissima istologia, un sarcoma del mediastino posteriore che si estendeva da un cavo pleurico all’altro, avvolgendo l’esofago sopra il diaframma per 12 cm di lunghezza e impedendo perciò il transito alimentare».
L'operazione ha visto la collaborazione multidisciplinare di due eccellenze dell'Ateneo e dell'ospedale novarese. Il paziente è stato operato congiuntamente dal professor Ottavio Rena, professore associato di Chirurgia toracica presso il Dipartimento di Scienze della salute UPO e direttore della SCDU di Chirurgia Toracica, e dal professor Gentilli. I chirurghi hanno sottoposto il paziente a un accesso toracico bilaterale per asportare completamente la massa tumorale insieme all'esofago distale, dopo averla mobilizzata dall'aorta toracica e dai due polmoni. Successivamente, tramite un accesso addominale, si è provveduto a tubulizzare lo stomaco che, trasposto in torace e anastomizzato al moncone di esofago rimanente, ha consentito la ricanalizzazione del tratto digerente.
«A una settimana dall'intervento – conclude il professor Gentilli – i controlli clinico-radiologici hanno confermato la buona riuscita dell'intervento e soprattutto la continenza della anastomosi digestiva; ciò ha consentito al paziente, ormai prossimo alle dimissioni, di riprendere con suo grande sollievo una normale alimentazione per bocca».
L'eccezionalità dell'intervento e le tecniche utilizzate confermano l'Università del Piemonte Orientale e l'AOU "Maggiore della Carità" di Novara come centri di riferimento esperti per il trattamento delle patologie neoplastiche, anche rare, del torace e dell'esofago.
Ultima modifica 3 Febbraio 2026
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