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Carlotta Sacerdote e Gianluca Gaidano tra i primi 100 scienziati italiani in ambito medico
La recente pubblicazione del portale Research.com colloca la prof.ssa Sacerdote e il prof. Gaidano rispettivamente al 50° e al 73° posto tra i primi cento ricercatori e scienziati strutturati in istituzioni italiane.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © 123rf/uniupo
È stata recentemente stilata e diffusa dal portale Research.com la classifica mondiale dei migliori scienziati in ambito medico. “Best medicine Scientists”, questa la denominazione ufficiale, vede tra i primi cento ricercatori e scienziati strutturati in istituzioni italiane due docenti UPO: Carlotta Sacerdote e Gianluca Gaidano.
Al 50° posto c’è Carlotta Sacerdote, professoressa ordinaria di Statistica medica, da pochi mesi in forze all’UPO e per questo motivo affiliata ancora all’Università di Torino nella graduatoria di Researc.com.
Al 73° posto figura Gianluca Gaidano, professore ordinario di Malattie del sangue e presidente della Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale.
Si tratta della terza edizione della classifica stilata dal portale Research.com e si basa su dati combinati da diverse fonti di dati, tra cui OpenAlex e CrossRef. I dati bibliometrici per elaborare le metriche basate sulle citazioni sono stati acquisiti nel novembre del 2023. La posizione in classifica si basa sul D-index (Discipline H-index) di uno studioso, che tiene conto solo delle pubblicazioni e dei valori citazionali per una disciplina esaminata. Complessivamente la classifica comprende 70.665 scienziati da tutto il mondo.
«Sono molto felice di questo riconoscimento – ha dichiarato la prof.ssa Sacerdote – dovuto, tuttavia, in buona parte alla fortuna di aver incontrato nella mia vita professionale i migliori epidemiologi a livello mondiale, dai quali ho potuto apprendere nei miei primi anni di ricerca, e con i quali, più recentemente ho avuto la possibilità di collaborare».
«Sono molto grato a UPO – ha aggiunto il prof. Gaidano – che, in tanti modi diversi, ha rappresentato un terreno assai fertile per sviluppare la ricerca sui tumori del sangue della nostra équipe ematologica. Sono però anche consapevole dei limiti intrinseci di qualunque forma di ranking dell’attività scientifica, la cui valutazione necessita di misure ampie e poliedriche che vadano oltre i meri numeri».
Ultima modifica 29 Maggio 2024
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