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Al DISIT la conclusione della terza edizione del progetto “Autismo e tecnologie digitali”

Si è conclusa, con la consegna degli attestati finali, la terza edizione di “Autismo e tecnologie digitali”. Il progetto rappresenta un’eccellenza del territorio e un esempio concreto di terza missione universitaria, capace di generare valore sociale e crescita collettiva attraverso percorsi educativi personalizzati e innovativi.

Di Chiara Pinguello

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Conclusione della terza edizione del progetto “Autismo e tecnologie digitali” al DISIT
Conclusione della terza edizione del progetto “Autismo e tecnologie digitali” al DISIT

credits © UPO

Mercoledì 12 giugno 2025, presso l'Aula 102 del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica, ha avuto luogo l'evento conclusivo della terza edizione del progetto "Autismo e tecnologie digitali", promosso dal DISIT, dall'Associazione "Il Sole dentro", da ABILITANDO Onlus e da AIAS Alessandria.

Il progetto è stato realizzato con il contributo di Giorgio Deiana Foundation, Fondazione SociAL, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e il Lions Club Alessandria Host. Di prezioso supporto anche le donazioni di privati e aziende tra cui Liam Gioielli di Valenza. I rappresentanti degli enti coinvolti e Giorgio Abonante, Sindaco del Comune di Alessandria, hanno partecipato all'evento con i giovani premiati e le famiglie. I 25 partecipanti al percorso – ragazze e ragazzi con disturbo dello spettro autistico – hanno ricevuto l'attestato di partecipazione al termine di un'esperienza formativa intensa e strutturata, che ha preso avvio a gennaio 2025 e si è articolata in oltre 40 ore di laboratorio per ognuna delle 7 classi.

Il progetto ha confermato, ancora una volta, la forza dell'alleanza educativa tra università, associazioni e territorio, unendo inclusione e innovazione tecnologica. Le attività si sono svolte presso gli spazi messi a disposizione dal DISIT e si sono avvalse del contributo di 8 educatori professionali e 7 tutor universitari specificamente formati, con il coordinamento del professor Massimo Canonico e la consulenza del dottor Iary Davidzon. La giornata conclusiva è stata anche l'occasione per riflettere sui risultati raggiunti e valorizzare l'impegno condiviso di tutte le figure coinvolte.

Rossella Di Donna, responsabile degli educatori per AIAS Alessandria, ha evidenziato: «Nel progetto, il ruolo degli 8 educatori è centrale: conducono le attività con l’obiettivo di sviluppare competenze digitali e relazionali nei partecipanti. Operano con approcci personalizzati, adattando strumenti e metodologie ai bisogni specifici di ciascun ragazzo. Tra i risultati ottenuti, si osserva un aumento significativo della partecipazione attiva dei ragazzi, una migliore capacità di utilizzo degli strumenti digitali, nonché un rafforzamento delle autonomie personali. Le ragazze e i ragazzi mostrano maggior fiducia nelle proprie competenze, una riduzione dei comportamenti disfunzionali e un miglioramento nella gestione delle relazioni».

Paolo Robutti, presidente di Abilitando Onlus, ha dichiarato: «Siamo profondamente orgogliosi di questa nuova edizione del corso, che si è distinta per la qualità dell’esperienza formativa offerta ai ragazzi e per l’altissimo livello di collaborazione tra tutte le realtà coinvolte. Il piano didattico di quest’anno ha rappresentato un vero salto in avanti in termini di innovazione, grazie all’introduzione della robotica educativa e alla personalizzazione delle attività su tre diversi livelli. È un percorso che ha unito tecnologia e inclusione in modo concreto, offrendo ai ragazzi nuove opportunità per esprimere sé stessi e costruire competenze reali».

L'associazione "Il Sole dentro" e i genitori dei ragazzi partecipanti hanno aggiunto: «I nostri ragazzi, ormai sono di casa all’UPO e hanno svolto le loro sedute in modo collaborativo, con proficua attenzione e altrettanta volontà nell'apprendere nuove nozioni informatiche. Per noi genitori è stata una vera emozione scoprirli di nuovo così interessati al corso e incuriositi nell'intraprendere queste nuove attività. Questo bellissimo progetto è ormai consolidato e ci auguriamo possa essere un modello per un suo sviluppo in altre città del nostro Paese».

«È sempre un piacere partecipare alla conclusione di un progetto che riesce a tenere insieme innovazione, formazione e attenzione concreta alle persone - ha dichiarato Giorgio Abonante -. L'inclusione è un percorso fatto di relazioni autentiche, competenze condivise e attenzione quotidiana. Vedere UPO aprirsi con intelligenza e sensibilità a ragazze e ragazzi che qui trovano stimoli, strumenti e fiducia racconta di una città che sa riconoscere il valore di ogni persona. Ringrazio Giorgio Deiana Foundation, Fondazione SociAL, Fondazione CRA e il Lions Club Alessandria Host, insieme alle associazioni Il Sole Dentro, Abilitando Onlus, l'AIAS e i privati coinvolti nell'iniziativa, per l'impegno serio e generoso. Alessandria, quando si mette in rete, sa costruire risposte che non si limitano a sostenere un bisogno, ma generano relazioni, dignità e possibilità».

Infine il professor Massimo Canonico ha raccontato: «Gli aspetti innovativi che sono stati introdotti in questa ultima edizione hanno a che fare con la robotica educativa, vale a dire l’uso di piccoli robot che possono essere programmati per svolgere sia semplici compiti (muoversi seguendo un determinato percorso), sia complessi (riconoscere i colori per smistare degli oggetti) attraverso l’uso di un linguaggio di programmazione semplificato. In particolare, gli allievi possono cimentarsi nella programmazione di questi robot per far svolgere loro  il compito assegnato. Questo permette quindi di fare esperienza di quello che viene definito “pensiero computazionale” e “coding” che è poi quello che fa l’informatico: dato un problema questo viene scomposto in sotto-problemi e per ognuno di questi si cerca la sequenza di istruzioni corretta per risolverli arrivando alla soluzione finale. La versatilità di questi robot è ampia e quindi si possono adattare a qualsiasi tipo di utenza, anche per quelli che hanno bisogni educativi speciali. In altre parole, si può complicare a piacere il problema e quindi l’algoritmo per arrivare al risultato finale».

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I tutor, le educatrici e gli educatori impegnati nel progettoLa consegna degli attestati con le autorità presenti

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