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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - Una riflessione a più voci
Il 27 novembre, presso la Cripta della Basilica di Sant'Andrea di Vercelli, si è svolto il convegno multidisciplinare "Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - Una riflessione a più voci", organizzato dalla professoressa Roberta Lombardi. L’evento ha trattato la violenza di genere da diverse prospettive, alternando interventi su temi quali linguaggio, statistiche, psicologia e diritto
Di Paola Brullo
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credits © UPO
A Vercelli, il 27 novembre, presso la Cripta della Basilica di Sant’Andrea di Vercelli, si sono aperti i lavori del convegno “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - Una riflessione a più voci”, presieduto e organizzato dalla professoressa Roberta Lombardi, direttrice del Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica. Un evento targato DISSTE, quindi, ma che, in realtà, ha coinvolto tutto l’Ateneo, a partire dai saluti istituzionali.
Il primo a prendere la parola, infatti, è stato Davide Porporato, professore di Discipline demoetnoantropologiche al DISUM, qui in veste di delegato del Rettore per Inclusione, disabilità e diritto allo studio. Nel dare il benvenuto ai presenti, ha posto l’accento sull’importanza di creare momenti di confronto multidisciplinari e interistituzionali, come il convegno, per combattere e sradicare la violenza di genere.
La parola è quindi passata al professor Francesco Aimerito, docente di Storia del diritto medievale e moderno del DISSTE, in qualità di componente del Comitato unico di garanzia dell’Università del Piemonte Orientale, che ha raccontato le attività del CUG, seguito da Marco Invernizzi, professore di Medicina fisica e riabilitativa, in rappresentanza del Dipartimento di Scienze della salute.
Ci sono, quindi, stati i saluti dei rappresentati delle istituzioni cittadine: il vicario del Prefetto Cristina Lanini, il direttore sanitario dell’ASL di Vercelli Fulvia Milano e il primo dirigente della Questura di Vercelli Fiorella Colangelo. I loro non sono stati semplici saluti, ma brevi interventi che hanno messo a fuoco il fenomeno dal punto di vista sociale e sanitario, anticipando i temi discussi dai relatori.
Il convegno è, quindi, entrato nel vivo. La professoressa Maria Napoli, docente di Glottologia e linguistica al DISUM, nel suo intervento “Uccisa da chi? Quando la violenza si nasconde anche nel discorso” ha svolto un’approfondita analisi del linguaggio, offrendo esempi concreti di sessismo implicito, stereotipi di genere e victim blaming in testi, titoli e articoli di giornali riferiti, in particolare, a femminicidi. “Impariamo a decifrare ciò che è negativo, offensivo, violento – esorta la professoressa – nei confronti delle donne, e non solo, anche nei confronti delle minoranze e in generale di chi non può difendersi: impariamo a cogliere questi aspetti anche nelle parole, siano essi espliciti o nascosti”.
Carmen Aina, professoressa di Politica economica del DISSTE, ha invece presentato l’indagine “Violenza di genere in Italia: i numeri” in cui statistiche, dati ISTAT, IPSOS e del Ministero dell’Interno hanno mostrato la preoccupante e crescente rilevanza della violenza di genere nella società attuale. Invertire la rotta è un atto dovuto, per questo la professoressa auspica “un ribaltamento degli stereotipi, partendo dall’educazione nelle scuole, arrivando ad una formazione seria per chi si occupa o si trova a trattare questi temi nel lavoro, tanto nel pubblico quanto nel privato, per risolvere un problema che non è solo delle donne, ma è collettivo”.
Il convegno è proseguito con l’intervento delle professoresse Patrizia Zeppegno e Carla Gramaglia, docenti di Psichiatria presso il DIMET, che nel contributo “Il gruppo di fronte alla violenza: tra induzione e risorsa”, si sono soffermate su aspetti più psicologici. Patrizia Zeppegno ha parlato del gruppo in accezione negativa, avvalendosi di esempi visivi tratti da film e lungometraggi, per porre l’accento sul concetto di branco, una dimensione collettiva dove l’individualità viene appiattita e l’aggressività legittimata. Carla Gramaglia ha completato il quadro, soffermandosi, invece, sugli aspetti positivi legati al gruppo, quali il supporto reciproco e la collaborazione tra pari.
Gli interventi dei giovani giuslavoristi Maria Del Frate, ricercatrice e docente di Diritto del lavoro al DIGSPES, e Roberto Pettinelli, ricercatore e professore di Diritto del lavoro al DISEI, hanno concluso la mattinata. Maria Del Frate, ha presentato “Violenza, reputazione e lavoro: spunti da un caso di cronaca”, un momento interattivo in cui, partendo da una notizia recente, ha coinvolto il pubblico in sala e a casa con un’indagine, ripercorrendone i punti salienti da un punto di vista legale. Roberto Pettinelli ha reso ancora più attuale il dibattito, portando i presenti nel Metaverso con l’approfondimento “Il Metaverso: nuovi contesti della violenza sul lavoro”, spiegando come la legge sia applicabile anche alla realtà virtuale, ragion per cui la molestia, l’offesa o il danno arrecato a un avatar corrisponde a un atto lesivo esercitato su una persona fisica.
La professoressa Roberta Lombardi ha, infine, ringraziato i partecipanti e i relatori che, con il loro punto di vista e le diverse prospettive, hanno messo in luce le varie manifestazioni e sfaccettature della violenza di genere, nei contesti sociali e professionali, dando l’appuntamento a febbraio per la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.
Ultima modifica 4 Dicembre 2024
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