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Ematologia e Immunologia: avviato l’iter per il riconoscimento IRCCS anche dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara
La Giunta regionale del Piemonte ha espresso parere favorevole all'istanza di riconoscimento come IRCCS presentata dall'AOU “Maggiore della Carità” di Novara, nell'area di Ematologia e Immunologia. Il dossier passa ora al Ministero della Salute. Se l'iter si concludesse positivamente, UPO sarebbe il primo ateneo in Italia a partecipare a due IRCCS pubblici universitari. Alla predisposizione del dossier di proposta ha contribuito un folto gruppo di docenti dell’Università del Piemonte Orientale.
Di Leonardo D'Amico
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credits © AOU Maggiore della Carità Novara
La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, ha espresso ieri parere favorevole di coerenza e compatibilità con la programmazione sanitaria regionale all’istanza presentata dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara per il riconoscimento quale Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), nell’area tematica di Ematologia e Immunologia. Il dossier, corredato della documentazione prevista, viene ora trasmesso al Ministero della Salute, che avvierà l’istruttoria per le fasi successive.
Il percorso di Novara segue quello che nel giugno 2026 ha portato al riconoscimento dell’IRCCS Alessandria-Casale Monferrato — primo IRCCS pubblico del Piemonte, nell’area di Cardiologia e Pneumologia — con decreto firmato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci d’intesa con il presidente della Regione Alberto Cirio. Se l’iter appena avviato si concludesse positivamente, l’Università del Piemonte Orientale diventerebbe il primo e unico ateneo in Italia a partecipare a due IRCCS pubblici universitari.
La candidatura del “Maggiore della Carità” si fonda su un patrimonio clinico, assistenziale e scientifico consolidato: l’Azienda Ospedaliero-Universitaria si avvale di 14 gruppi interdisciplinari di cura a indirizzo ematologico e immuno-oncologico e di 18 reparti con implicazioni immunologiche cliniche, oltre al Centro di Ricerca Traslazionale sulle Malattie Autoimmuni e Allergiche (CAAD). Il futuro istituto rappresenterebbe la naturale prosecuzione di una tradizione di eccellenza biomedica e clinica che a Novara affonda le radici in una stretta collaborazione, ormai pluriennale, tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ateneo.
Alla predisposizione del dossier di proposta presentato alla Regione Piemonte ha contribuito, in stretto raccordo con il direttore generale dell’AOU Stefano Scarpetta, un folto gruppo di docenti dell’Università del Piemonte Orientale coordinato dal professor Alessandro Carriero.
«Guardiamo con orgoglio e grande determinazione all’avvio di questo nuovo percorso — dichiara il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi —. Il cuore del futuro IRCCS sarà la ricerca scientifica condotta da unità di eccellenza biomedica e clinica che a Novara hanno maturato una competenza di respiro non solo locale, ma internazionale, grazie soprattutto alle competenze messe in campo dal nostro Ateneo. Ringrazio la Regione Piemonte, il presidente Alberto Cirio e l’assessore Federico Riboldi per l’attenzione costante riservata alla ricerca scientifica che riconosce le professionalità che UPO ha messo a disposizione del territorio. Il ringraziamento dell’intera comunità UPO, inoltre, va rivolto agli assessori regionali novaresi Daniela Cameroni, Marina Chiarelli e Matteo Marnati, al senatore Gaetano Nastri così come all’intera amministrazione comunale novarese e a tutti gli attori del territorio, per il costante supporto e attenzione dimostrati nei confronti della sanità pubblica e dell’Università del Piemonte Orientale, che ribadisce la profonda determinazione a continuare a fornire formazione e ricerca di eccellenza, in un quadro nazionale e internazionale.»
Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico sono strutture sanitarie riconosciute dal Ministero della Salute in ragione dell’attività di ricerca traslazionale che svolgono, accanto all’assistenza e alla didattica. Secondo l’ultima rilevazione ministeriale sono complessivamente 54 sul territorio nazionale, 44 monotematici e 10 politematici, distribuiti in modo non omogeneo tra le regioni. Il riconoscimento comporta l’accesso a finanziamenti dedicati alla ricerca corrente e finalizzata, la possibilità di partecipare a reti di ricerca nazionali e internazionali e un impatto diretto sulla qualità delle cure, poiché consente di trasferire più rapidamente i risultati della ricerca nella pratica clinica. Per un territorio, la presenza di un IRCCS significa inoltre maggiore capacità di attrarre professionisti, ricercatori e investimenti, oltre a offrire ai pazienti un accesso più diretto a terapie sperimentali e percorsi di cura di alta specializzazione senza dover fare ricorso alla mobilità sanitaria verso altre regioni.
Ultima modifica 16 Settembre 2026
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