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«Burning Rage»: uno studio su clima e violenza di genere svela l’impatto del caldo notturno su 1522 e femminicidi
Pubblicato lo studio scientifico «Burning Rage: How Heat Shapes Gender-Based Violence», co-firmato dalla professoressa Carmen Aina dell’Università del Piemonte Orientale (DISSTE). La ricerca inedita indaga il legame causale tra i picchi di calore e l’aumento della violenza di genere in Italia, analizzando chiamate al numero antiviolenza 1522 e i femminicidi nell’arco di un decennio. L’articolo scientifico, che svela l’impatto drammatico del clima sulle dinamiche sociali, è stato ripreso il 30 agosto sulle pagine del Corriere della Sera e il 2 settembre da un approfondimento della trasmissione di Rai1 UnoMattina Estate.
Di Leonardo D'Amico
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credits © 123RF/UPO
Il cambiamento climatico non rappresenta solo un’emergenza ambientale, ma un vero e proprio moltiplicatore di minacce sociali. È quanto emerge dal nuovo discussion paper intitolato «Burning Rage: How Heat Shapes Gender-Based Violence», pubblicato di recente e co-firmato dalla professoressa Carmen Aina, docente di Politica economica del Dipartimento per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’Università del Piemonte Orientale, insieme ai colleghi Lavinia Parisi (Università di Salerno) e Matteo Picchio (Università Politecnica delle Marche).
L’attualità di questa pubblicazione ha attirato l’attenzione della stampa nazionale e domenica 30 agosto il Corriere della Sera ha dedicato un ampio articolo ai risultati della ricerca. Mercoledì 2 settembre la professoressa Aina ha partecipato in diretta televisiva durante un approfondimento della trasmissione di Rai1 UnoMattina.
L’articolo scientifico colma un’importante lacuna nella letteratura accademica, indagando per la prima volta in un Paese ad alto reddito come l’Italia il rapporto causale tra le fluttuazioni delle temperature a breve termine e l’incidenza della violenza di genere. Gli studiosi hanno incrociato un decennio di dati provinciali (2013-2022) relativi alle richieste d’aiuto al numero nazionale 1522 e ai casi di femminicidio con i registri meteorologici ad alta risoluzione.
I risultati dello studio sono inequivocabili: l’aumento delle temperature innesca un incremento significativo sia nei comportamenti di ricerca d’aiuto (le chiamate delle vittime) sia negli episodi di violenza letale. Un dettaglio particolarmente allarmante riguarda il ruolo delle temperature notturne: la ricerca dimostra che il caldo anomalo registrato durante la notte ha un impatto ancor più devastante rispetto a quello diurno. Questo fenomeno è probabilmente legato all’alterazione della qualità del sonno, che favorisce irritabilità e disregolazione emotiva, esacerbando in tal modo le tensioni domestiche in contesti già critici.
L’analisi documenta inoltre come la risposta al calore non sia uniforme su tutto il territorio. Fattori socioeconomici, come il livello d’istruzione e la penetrazione dell’aria condizionata a livello residenziale, modulano l’intensità del fenomeno, dimostrando come le capacità di adattamento e il contesto sociale locale giochino un ruolo chiave nella risposta a questi picchi climatici.
«Studiare il cambiamento climatico significa anche interrogarsi sui suoi effetti meno immediatamente visibili – spiega la professoressa Carmen Aina di UPO –. Il caldo non incide soltanto sull’ambiente o sulla salute fisica: può interagire con fragilità economiche e sociali già esistenti e contribuire ad amplificarle. Il nostro studio mostra che questo può accadere anche rispetto alla violenza di genere. È un risultato che invita ad ampliare il concetto stesso di adattamento climatico: non solo infrastrutture, energia e prevenzione sanitaria, ma anche attenzione alle persone più vulnerabili e capacità dei servizi territoriali di rispondere nei momenti di maggiore rischio. La sostenibilità, del resto, è proprio questo: comprendere le interconnessioni tra dimensione ambientale, sociale ed economica e tradurle in politiche integrate.»
La pubblicazione dell’articolo, amplificata dal richiamo sul Corriere della Sera, può costituire anche un elemento di novità rivolto ai decisori pubblici e alle politiche da intraprendere in un’epoca fortemente segnata dal cambiamento climatico: le strategie di prevenzione della violenza e le reti di protezione sociale devono necessariamente iniziare a tenere conto dei fattori di stress legati al clima.
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Ultima modifica 2 Settembre 2026
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