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Tumori gastrointestinali: Novara protagonista nelle nuove linee guida sulla radioterapia di precisione
Il professor Pierfrancesco Franco del Dipartimento di Medicina traslazionale tra gli esperti coinvolti nella stesura del documento.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © Archivio UPO
Il professor Pierfrancesco Franco, direttore della SCDU di Radioterapia Oncologica dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara e professore associato di Diagnostica per immagini e radioterapia presso il Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, è tra i venti esperti che hanno recentemente sottoscritto le raccomandazioni per l’impiego delle più avanzate tecniche di Radioterapia Guidata dalle Immagini (IGRT) nel trattamento dei tumori gastrointestinali localizzati nell’addome superiore, come quelli di pancreas, stomaco, fegato e vie biliari.
Le linee guida sono state pubblicate dalla rivista scientifica Oncologie e vi hanno contribuito venti professionisti provenienti da tutta Italia, tra radioterapisti oncologi, fisici medici e tecnici di radioterapia, tutti con un’esperienza consolidata ed un focus specifico sul trattamento dei tumori dell’addome superiore. Il gruppo di lavoro ha individuato sedici aspetti considerati fondamentali per l’applicazione clinica delle tecniche di radioterapia di precisione.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica), AITRO (Associazione Italiana Tecnici di Radioterapia Oncologica) e AIFM (Associazione Italiana di Fisica Medica), con l’obiettivo di garantire standard qualitativi uniformi nei centri di radioterapia italiani.
«Una radioterapia altamente accurata – ha spiegato il professor Franco – richiede un monitoraggio personalizzato del movimento respiratorio del paziente, l’impiego di marcatori di riferimento in casi selezionati e l’utilizzo quotidiano della tomografia computerizzata integrata nei moderni acceleratori lineari. Fondamentale è inoltre una precisa identificazione dei volumi tumorali e degli organi sani circostanti, così da ottimizzare l’efficacia del trattamento e ridurre gli effetti sui tessuti non coinvolti».
Un ruolo altrettanto importante è svolto dai sistemi avanzati di immobilizzazione, che consentono di mantenere una posizione stabile durante l’irradiazione.
«È stato determinante – ha sottolineato ancora il professor Franco – il contributo del gruppo della Radioterapia Oncologica di Novara, impegnato da anni nella ricerca scientifica e nell’applicazione delle più innovative metodiche di imaging, tra cui TC, Risonanza Magnetica e PET/TC, integrate con strategie personalizzate di controllo respiratorio ed individualizzazione dei trattamenti oncologici».
Le nuove raccomandazioni rappresentano un riferimento per tutti i centri italiani che si occupano di radioterapia oncologica e ribadiscono l’importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga medici, fisici sanitari e tecnici specializzati in radioterapia.
Questo riconoscimento conferma il ruolo di Novara tra le strutture nazionali più autorevoli nel campo delle terapie radianti, evidenziando la capacità del centro di contribuire allo sviluppo e all’adozione delle più recenti innovazioni terapeutiche in oncologia.
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Ultima modifica 28 Agosto 2026
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