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Lotta alle metastasi cerebrali: dai ricercatori UPO e IEO un nuovo modello preclinico "paziente-specifico"
Una ricerca pubblicata su Advanced Healthcare Materials apre nuove strade per la medicina di precisione, identificando le cellule staminali responsabili della colonizzazione del cervello nel tumore al seno.
Di Stefano Boda
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Una recente pubblicazione sulla rivista scientifica Advanced Healthcare Materials getta nuova luce su una delle frontiere più complesse della ricerca oncologica: le metastasi cerebrali derivate dal tumore al seno.
Nonostante i costanti progressi nelle cure, la diffusione delle cellule tumorali al cervello rimane una sfida clinica enorme, anche perché mancano modelli sperimentali capaci di replicare fedelmente ciò che accade realmente nel corpo dei pazienti. Per superare questo ostacolo, il gruppo di ricerca guidato da Giuliana Pelicci, professoressa associata di Biologia molecolare presso il Dipartimento di Medicina traslazionale UPO e ricercatrice all’Istituto Europeo di Oncologia, ha messo a punto un sistema di studio innovativo basato su cellule prelevate direttamente dalle pazienti.
Il cuore della scoperta riguarda l'identificazione di una specifica "squadra" di cellule staminali tumorali, chiamate MICs, le uniche dotate delle proprietà necessarie per colonizzare il cervello. Queste cellule possiedono un particolare corredo di molecole sulla loro superficie che funge da "gancio", permettendo loro di aderire alla barriera emato-encefalica e di attraversarla. Una volta raggiunto il tessuto cerebrale, le cellule dimostrano una straordinaria capacità di adattamento dinamico: il loro profilo cambia per integrarsi perfettamente nel nuovo ambiente, assumendo caratteristiche molto diverse da quelle che presenterebbero se colonizzassero altri organi, come le ossa.
L'aspetto più rilevante di questi nuovi modelli è la loro estrema precisione. Le cellule coltivate in laboratorio mantengono infatti lo stesso identico patrimonio di mutazioni e lo stesso comportamento aggressivo del tumore originale. Soprattutto, esse replicano i pattern di resistenza ai farmaci osservati nelle pazienti, mostrando una ridotta sensibilità sia alle terapie standard sia a diversi nuovi composti sperimentali. Questa corrispondenza trasforma il modello sviluppato dal team della professoressa Pelicci in una potente piattaforma predittiva: uno strumento che permette di testare in anticipo l'efficacia dei trattamenti e di accelerare la creazione di strategie terapeutiche personalizzate per contrastare la progressione metastatica.
I dettagli scientifici del lavoro, intitolato Deciphering the Role of Cancer Stem Cells in Breast Cancer Brain Colonization Using a Novel Patient-Derived Model, sono consultabili su PubMed all’indirizzo https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41891499/.
Ultima modifica 30 Aprile 2026
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