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Eccellenza nella ricerca: premiati i lavori del dott. Marco Ricci (DISIT)
Due prestigiosi riconoscimenti sanciscono l’impatto della ricerca condotta presso l’Università del Piemonte Orientale nel campo della risonanza magnetica nucleare (NMR).
Di Redazione
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credits © UPO
La scorsa settimana, il dott. Marco Ricci, membro del gruppo di ricerca del prof. Mauro Botta con la supervisione del prof. Fabio Carniato, ha ricevuto due significativi riconoscimenti per la sua attività di ricerca nella risonanza magnetica nucleare (infrastruttura PRISMA).
Il cuore della ricerca del dott. Ricci si inserisce in una sfida cruciale per la diagnostica moderna: lo sviluppo di agenti di contrasto per la risonanza magnetica (MRI) alternativi a quelli attualmente utilizzati in clinica. Grazie al lavoro svolto nei laboratori del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica (DISIT) dell’UPO, la ricerca punta a creare sonde efficaci, sicure e sostenibili, con l’intento di migliorare il profilo di sicurezza riducendo, al contempo, l’impatto ambientale.
Lo scorso giovedì, il Dott. Ricci ha ricevuto il prestigioso GIDRM PhD Thesis Award conferito dal Gruppo Italiano Discussione Risonanze Magnetiche (GIDRM). Il premio, assegnato annualmente alla migliore tesi di dottorato in Italia nell’ambito delle risonanze magnetiche, rappresenta un riconoscimento di alto valore accademico, volto a valorizzare il talento dei neodottori di ricerca e l’eccellenza della produzione scientifica nazionale.
Durante le Giornate Italo-Francesi (Congresso JFIC 2026), tenutesi dall’8 al 10 aprile 2026, il dott. Ricci ha ottenuto il premio per la miglior presentazione orale con un contributo scientifico dal titolo "Locking Gd(III) Coiled Coils: Boosting Stability and Relaxivity via Chemical Cross-Linking". Il lavoro di ricerca presentato, svolto in collaborazione con l’Università di Birmingham, ha riscosso grande interesse da parte della comunità scientifica internazionale e si focalizza su una nuova strategia per ottimizzare le proprietà di agenti di contrasto basati su metalloproteine artificiali.
Questo doppio riconoscimento conferma l’alto livello di ricerca svolto dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Botta, che da anni si pone all’avanguardia nello studio della chimica di coordinazione e supramolecolare applicata alla diagnostica per immagini, con l’obiettivo di tradurre l’innovazione chimica in strumenti clinici più sicuri e performanti per i pazienti.
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Ultima modifica 28 Aprile 2026
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