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Chemistry is Magic 2: la ricerca UPO incontra i più piccoli
Il 10 febbraio UPO è tornata tra i più piccoli all’Alexandria International School con "Chemistry is Magic 2", parte del progetto SONG, l'iniziativa nata con l'intento di portare l'eccellenza della ricerca universitaria nelle scuole dell'infanzia.
Di Riccardo Rubis Passoni
Data di pubblicazione
credits © Alexandria International School
Il 10 febbraio, presso l’Alexandria International School, l'Ateneo ha partecipato all’evento "Chemistry is Magic 2", un’iniziativa che rientra nel più ampio progetto "SONG" (Sowing the Seeds Of Knowledge), coordinato dalla professoressa Fabrizia Santini, ordinaria di Diritto del lavoro presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali.
L’attività ha coinvolto due classi dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, trasformando l’aula in laboratorio. Sotto la guida dei professori del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica Michele Laus, ordinario di Chimica industriale, e Chiara Bisio, associata di Chimica fisica, e con il supporto operativo della dottoressa Vanessa Miglio e del dottor Edoardo Podda, i bambini hanno potuto esplorare i fondamenti della chimica attraverso l’esperienza diretta.
L'obiettivo dell'incontro è stato quello di avvicinare i bambini alle discipline STEM in modo ludico e inclusivo. Il programma ha previsto una serie di esperimenti interatti, tra slime, reazioni cromatiche e bolle. L’incontro ha permesso, inoltre, di illustrare ai piccoli partecipanti la figura dello scienziato. All’evento ha partecipato anche la responsabile comunicazione del gruppo International Schools Partnership, Barbara Raele, consolidando la collaborazione tra l’Ateneo e le realtà educative del territorio.
«La collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale – spiega Emanuela Abbate, Head of School dell’Alexandria International School – rappresenta per noi un valore aggiunto: consente ai nostri alunni di entrare in contatto diretto con il mondo della ricerca e della scienza. Attraverso esperimenti sorprendenti – dallo slime alle reazioni che cambiano colore, dalle bolle giganti alle scritte invisibili – i bambini non solo si divertono, ma iniziano a comprendere che dietro ogni “magia” c’è un principio scientifico da osservare e verificare. È questo il primo passo per avvicinarli alle discipline STEM in modo consapevole e inclusivo. Per questo desidero ringraziare i dottori Vanessa Miglio ed Edoardo Podda e i professori Michele Laus e Chiara Bisio del DISIT, che hanno saputo coinvolgere i nostri alunni, e la professoressa Fabrizia Santini, coordinatrice del progetto Sowing the Seed of Knowledge, che ha reso possibile la nostra partecipazione».
Tutto il personale accademico e ricercatore è invitato a partecipare attivamente al progetto proponendo nuove attività dedicate ai più piccoli. Per sottoporre proposte, collaborare o richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare la coordinatrice all'indirizzo: fabrizia.santini@uniupo.it.
Ultima modifica 12 Febbraio 2026
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