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UPO accoglie studenti palestinesi nell’ambito del progetto IUPALS promosso da MUR, MAECI e CRUI
L’arrivo in seguito all’adesione dell’Ateneo all’iniziativa nazionale Italian Universities for Palestinian Students (IUPALS). Le borse di studio sono finanziate da UPO, CRIMEDIM e Fondazione Comunità Novarese.
Di Leonardo D'Amico
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credits © UPO/Archivio di Ateneo
L’Università del Piemonte Orientale ha accolto nei giorni scorsi gli studenti palestinesi giunti nell’ambito della propria adesione al progetto IUPALS (Italian Universities for Palestinian Students). In linea con gli obiettivi del progetto, UPO ha dato seguito agli impegni assunti nel maggio 2025 a sostegno dell’iniziativa, mettendo a disposizione borse di studio destinate a studentesse e studenti palestinesi meritevoli e favorendo il loro accesso e la loro integrazione nel sistema universitario italiano.
IUPALS è l’iniziativa nazionale promossa da Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’appoggio della Conferenza dei rettori delle università italiane, volta a garantire il diritto allo studio e a promuovere la cooperazione accademica. Il “corridoio accademico” che ha consentito di accogliere all’Università del Piemonte Orientale gli studenti palestinesi è anche frutto della mobilitazione di Guardia di finanza, Protezione Civile e Meccanismo Europeo di Protezione Civile, Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, Ambasciata d’Italia in Giordania, Unità di Crisi della Farnesina, Scuole di Terrasanta, Fondazione Giovanni Paolo II e Associazione di volontariato Ohana di Novara.
Le tre borse di studio – due finanziate da UPO, di cui una dal suo Centro Interdipartimentale di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Assistenza Umanitaria e Salute Globale CRIMEDIM, e una finanziata dalla Fondazione Comunità Novarese – sono già state assegnate e consentono il pieno supporto agli studenti individuati e la loro frequenza ai corsi.
«Siamo felici di dare il benvenuto a questi nuovi membri della nostra comunità accademica – ha affermato il Rettore UPO, professor Menico Rizzi. – L’iniziativa IUPALS si inserisce nel più ampio impegno dell’Ateneo per l’internazionalizzazione, l’inclusione e il sostegno a studenti provenienti da contesti complessi, riaffermando il ruolo dell’università come luogo di pace, dialogo e costruzione del futuro. Vogliamo favorire l’educazione e la crescita intellettuale di nuove generazioni di scienziati che, grazie al linguaggio globale della scienza, siano in grado di contribuire a creare una società migliore.»
«La Fondazione Comunità Novarese – spiega il Presidente della Fondazione Comunità Novarese, professor Davide Maggi – ha scelto di sostenere il progetto IUPALS in quanto l’istruzione è uno dei più potenti strumenti di emancipazione e di costruzione della pace. Offrire a giovani studenti e studentesse palestinesi la possibilità di formarsi in un contesto accademico aperto e coesivo come quello dell’Università del Piemonte Orientale significa investire non solo nel loro futuro, ma anche in quello delle comunità da cui provengono. In un mondo segnato da conflitti e disuguaglianze, promuovere il diritto allo studio e la cooperazione internazionale è un atto concreto di responsabilità sociale e di fiducia nel potere trasformativo della conoscenza.»
«Il Centro Interdipartimentale di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Assistenza Umanitaria e Salute Globale – secondo il direttore del CRIMEDIM e delegato del Rettore per Affari e cooperazione internazionali, professor Luca Ragazzoni – è da sempre molto sensibile alle problematiche che riguardano le popolazioni coinvolte in conflitti armati. Accogliere studenti palestinesi significa principalmente investire nel loro futuro, nella convinzione che l’istruzione sia uno strumento insostituibile per promuovere il dialogo e la pace attraverso la competenza e la collaborazione internazionale. In questo senso l’esperienza ventennale dello European Master in Disaster Medicine ci ha consentito di diventare un punto di riferimento consolidato, in Italia e all’estero, nella formazione di professionisti qualificati nella gestione delle emergenze umanitarie, aspetto che trova la sua corretta declinazione anche in questa occasione.»
Ultima modifica 10 Novembre 2025
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