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Violenza di genere: l'expertise UPO e della rete piemontese per la formazione di 200 operatori in Molise

La professoressa Sarah Gino e la dottoressa Paola Castagna hanno formato 200 operatori ASREM in Molise sulla violenza di genere. Focus del corso: la gestione clinico-forense delle vittime e l'importanza del "Percorso Rosa" e della "Stanza Rosa" in Pronto Soccorso.

Di Redazione

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La professoressa Sarah Gino
La professoressa Sarah Gino

credits © RAI

La professoressa Sarah Gino, associata di Medicina legale presso il nostro ateneo e referente del gruppo medico-legale del Coordinamento della rete sanitaria per l’accoglienza e la presa in carico delle vittime di violenza sessuale e domestica della Regione Piemonte, e la dottoressa Paola Castagna, ginecologa e coordinatrice del Coordinamento della rete sanitaria per l’accoglienza e la presa in carico delle vittime di violenza sessuale e domestica della Regione Piemonte, hanno partecipato al corso di formazione itineranteViolenza di genere: un approccio multidisciplinare”, svoltosi in sei edizioni in Molise (21 e 22 maggio 2025 a Campobasso; 6 e 7 ottobre a Termoli; 8 e 9 ottobre a Venafro). 

L'iniziativa, voluta dall’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASREM), vede la direzione scientifica della dottoressa Angela Scungio, ginecologa referente provinciale del Percorso Rosa aziendale contro la violenza di genere presso il PO “F. Veneziale” e referente ASREM per le attività previste nel “Protocollo d’intesa per la realizzazione di strategie condivise di prevenzione e contrasto alla violenza di genere” a Isernia.

Il tema del corso, ossia la gestione clinico-assistenziale e forense delle persone vittime di violenza sessuale e maltrattamento, ha avuto un focus particolare sul Percorso Rosa, un iter sanitario dedicato e protetto che inizia con l’accesso al Pronto Soccorso tramite triage infermieristico. «Questa fase è molto delicata – spiega la professoressa Gino – perché permette di riconoscere la violenza, "svelare" l'accaduto, intercettare la richiesta di aiuto della vittima (non sempre esplicita), gestire intense emozioni e bisogni molteplici, "accogliere nella Stanza Rosa", applicare le Linee Guida Ministeriali (DPCM del 24 novembre 2017) e le procedure aziendali, interagire con l'Autorità Giudiziaria, le Forze dell'Ordine e i servizi sociali. In particolare, la Stanza Rosa rappresenta il luogo in cui la vittima, eventualmente insieme ai propri figli, viene messa in sicurezza e in cui viene garantita la privacy. In questo luogo è possibile cogliere quegli elementi che potranno costituire prove in un eventuale processo. Al termine del percorso, è necessario fornire alla vittima informazioni sui servizi del territorio e sulla rete antiviolenza, interagendo direttamente con gli stessi qualora fosse necessario garantire la messa in sicurezza dopo la dimissione».

Il corso ha permesso di formare circa 200 operatori sanitari dei tre presidi ospedalieri della Regione Molise.

    Ultima modifica 22 Ottobre 2025

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