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TRANSBORO: l’Università del Piemonte Orientale capofila del progetto europeo sulla radioterapia innovativa a cattura neutronica
TRANSBORO rappresenta una tappa importante nella lotta contro i tumori, con l’ambizione di portare alla luce nuove terapie più efficaci e selettive, capaci di affrontare alcune delle forme oncologiche oggi ancora prive di cure risolutive. Avviato ufficialmente a gennaio 2025, il progetto avrà una durata di tre anni.
Di Redazione
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credits © UPO
Si chiama TRANSBORO – Nuovi vettori di boro per la terapia a cattura neutronica, il progetto finanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera e coordinato dall’Università del Piemonte Orientale, con il coinvolgimento dell’Università di Pavia e delle aziende svizzere Exeris Bio SA e Brick42 SA.
Avviato ufficialmente a gennaio 2025, il progetto avrà una durata di tre anni e si concentra sulla BNCT – Boron Neutron Capture Therapy, una forma innovativa di radioterapia che punta a colpire con estrema precisione le cellule tumorali, lasciando indenni i tessuti sani. Questa tecnica sfrutta la capacità di un isotopo stabile del boro di assorbire neutroni a bassa energia e generare, all’interno della cellula malata, una reazione altamente distruttiva per il DNA. Grazie alla sua specificità, la BNCT rappresenta una promettente alternativa terapeutica per i tumori resistenti o non trattabili con la radioterapia convenzionale.
Un elemento fondamentale per l’applicazione di questa terapia è la disponibilità di un fascio di neutroni a bassa energia, che non può essere generato con strumenti ordinari: è necessario un acceleratore appositamente progettato o un reattore nucleare di ricerca, come quello presente all’Università di Pavia, che rappresenta una delle poche infrastrutture in Europa in grado di produrre neutroni con le caratteristiche richieste per la BNCT. Questa risorsa sarà strategica nelle fasi di validazione dei composti sviluppati dal progetto.
Nel mese di febbraio si è svolto a Novara il kick-off meeting del progetto, con la partecipazione di tutti i partner. In questa occasione, il professor Luigi Panza (UPO), responsabile scientifico del progetto e membro dell’Executive Board (Technical Chair Chemistry) della International Society for Neutron Capture Therapy, ha spiegato che l’efficacia della BNCT dipende dalla capacità dei vettori di trasportare il boro selettivamente nelle cellule tumorali. Per questo motivo, TRANSBORO si concentra proprio sullo sviluppo di nuove formulazioni e nanoparticelle intelligenti, in grado di aumentare l’efficienza e la sicurezza del trattamento.
Un elemento strategico del progetto è l’utilizzo di composti già approvati per l’uso clinico, così da accorciare i tempi necessari per testare nuove soluzioni terapeutiche e aumentare le possibilità che queste possano un giorno essere utilizzate sui pazienti. TRANSBORO punta quindi a individuare e sviluppare nuovi trasportatori di boro promettenti, da validare in laboratorio per valutarne l’efficacia e la selettività.
Durante l’incontro, il professor Riccardo Miggiano (UPO) ha presentato le attività di ingegnerizzazione dei vettori borati tramite tecniche di mutagenesi e biotecnologie avanzate. La professoressa Silvia Bortolussi (Università di Pavia) ha descritto il funzionamento del reattore nucleare di Pavia, sottolineandone la potenza e la capacità di generare neutroni altamente selettivi, e ha illustrato le tecniche di autoradiografia impiegate per misurare la distribuzione intracellulare del boro. Il dott. Michele Jermini ha illustrato la visione industriale di Exeris Bio SA, mentre il dottor Thomas Brook ha approfondito il ruolo di Brick42 SA nella comunicazione scientifica e nella valorizzazione dei risultati.
A maggio, presso la Fondazione Novara Sviluppo, il professor Panza ha tenuto una conferenza pubblica per illustrare i contenuti e le potenzialità di TRANSBORO a un pubblico più ampio, sottolineando la rilevanza dell’iniziativa per il territorio.
Le attività del progetto prevedono:
- La formulazione di nuovi composti a base di boro (a diverso livello di maturità tecnologica – TRL)
- Test in vitro per valutarne efficacia e selettività
- Lo sviluppo di vettori proteici intelligenti, anche tramite la produzione di proteine di fusione
- Un percorso di formazione multidisciplinare per giovani laureati, con attenzione al fabbisogno di competenze specialistiche nel settore biochimico e biomedico
TRANSBORO nasce dalla consapevolezza che esiste già nell’area di programma un tessuto di enti e PMI capaci di affrontare queste sfide, ma serve una cooperazione più stretta e strutturata per ottenere risultati duraturi e trasferibili. L’obiettivo finale è creare valore aggiunto per la ricerca e la clinica oncologica, mettendo a sistema competenze scientifiche, industriali e formative.
«Il momento è particolarmente favorevole per l’implementazione di questa terapia, almeno a livello sperimentale – sottolinea il professor Panza – Si sono infatti resi disponibili acceleratori per la generazione di neutroni, installabili a livello ospedaliero, che faciliteranno la diffusione della terapia e spingeranno la ricerca verso la produzione di nuovi vettori di boro».
Per saperne di più e per collaborare con il progetto, è possibile visitare il sito ufficiale https://bnct.interreg.uniupo.it/home-page, dove sono anche presenti i contatti di tutti i partner. E’ possibile infine seguire i canali ufficiali di Progetto Transboro su LinkedIn, Instagram e Facebook.
Ultima modifica 8 Luglio 2025
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