Logo UPO, Università del Piemonte Orientale
Main content
Argomento
Scienza e Ricerca

Trauma stabilization points nei conflitti armati: la ricerca targata CRIMEDIM per ottimizzare l'assistenza traumatologica

Un team di ricerca internazionale ha analizzano l'uso dei Trauma Stabilization Points a Gaza per guidare le nuove direttive OMS. La dottoressa Marta Caviglia, ricercatrice di Anestesiologia nel nostro Ateneo, ha concepito l'idea, eseguito l'analisi e la curatela dei dati, redatto l'articolo, progettato figure e tabelle e approvato la versione finale.

Di Riccardo Rubis Passoni

Data di pubblicazione

Ubicazione e percorsi di riferimento dei tre TSP di Gaza
Ubicazione e percorsi di riferimento dei tre TSP di Gaza

credits © World Health Organization

Il professor Luca Ragazzoni, le ricercatrici Marta Caviglia e Areej Abdel-Fattah e il dottor Athanasios Gargavanis, membri del CRIMEDIM - Centro Interdipartimentale di Ricerca e Formazione in Medicina dei Disastri, Assistenza Umanitaria e Salute Globale, sono tra gli autori dell'articolo Trauma stabilization points in armed conflict: operational evolution and strategic reflections from mosul to Gaza, pubblicato sull'European Journal of Trauma and Emergency Surgery, organo di stampa ufficiale della Società Europea di Traumatologia e Chirurgia d'Urgenza (ESTES).

La ricerca nasce da un'ampia collaborazione internazionale che ha coinvolto il Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica, gli Uffici regionali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il Mediterraneo orientale e per i territori palestinesi occupati, l'Istituto Karolinska e le università di Oviedo e Göteborg. Lo studio analizza i dati operativi sui Trauma Stabilization Points (TSP): strutture sanitarie avanzate, impiegate nei conflitti armati per garantire un'assistenza traumatologica tempestiva alla popolazione locale.

Attingendo a diverse esperienze sul campo a Gaza, il gruppo di lavoro ha contribuito a definire nuove linee guida operative per l'OMS, flessibili e sensibili al contesto, supportando gli operatori dell'assistenza di emergenza e le autorità nazionali nel determinare quando e come impiegare i TSP in situazioni di emergenza complesse, bilanciando le funzioni essenziali dell'attività medica con le realtà della guerra moderna.

Come si legge nell'articolo, tra febbraio e luglio 2024 sono stati istituiti tre TSP a Gaza, che hanno gestito oltre 4.000 consultazioni. Sebbene inizialmente pensati per stabilizzare e trasferire i feriti gravi, questi centri si sono dovuti adattare rapidamente anche alla cura di lesioni minori e condizioni non traumatiche. Inoltre, le costanti minacce alla sicurezza hanno ostacolato il posizionamento avanzato delle strutture e l'accesso sicuro ai pazienti, imponendo agli operatori un'elevata mobilità e continui e rapidi spostamenti.

L'esperienza di Gaza ha evidenziato principi operativi chiave: posizionare i TSP il più vicino possibile al luogo del ferimento; integrarli in un sistema di trasferimento ben collaudato, con un'adeguata capacità di evacuazione e ospedali pronti a ricevere i pazienti; definire con chiarezza le funzioni cliniche e gli standard del personale; adottare una documentazione standardizzata per garantire la qualità e la continuità delle cure.

Nelle conclusioni, autrici e autori sottolineano come il modello TSP abbia mostrato un'adattabilità fondamentale nelle emergenze complesse. Tuttavia, la sua applicazione a Gaza e in altri contesti ha fatto emergere non solo punti di forza, ma anche diverse vulnerabilità. Le differenze riscontrate tra il modello teorico e l'effettiva operatività sul campo – in particolare riguardo alla mobilità, ai trasferimenti e all'ambito di assistenza – riflettono le grandi sfide dei conflitti moderni prolungati e ad alta intensità, tra cui l'evoluzione della guerra, il cambiamento dei modelli di lesione e il crescente numero di attacchi alle strutture sanitarie.

Oggi, concludono i ricercatori, diventa essenziale rivalutare in modo strategico come progettare, implementare e monitorare i TSP, per assicurare che continuino a rispondere efficacemente ai mutevoli bisogni di salute in scenari umanitari sempre più instabili.

    Ultima modifica 18 Agosto 2026

    Leggi anche

    L’impegno di UPO contro l’obesità adolescenziale: a Roma la presentazione delle linee guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità

    Il 16 settembre 2026 l’Istituto Superiore di Sanità a Roma ospita la presentazione delle nuove linee guida sull’obesità adolescenziale. La professoressa Flavia Prodam, endocrinologa e docente del Dipartimento di Scienze della salute dell'Università del Piemonte Orientale, interviene nella sessione dedicata alle novità terapeutiche, illustrando le evidenze sulla terapia farmacologica per contrastare un’emergenza di salute in crescita. Un traguardo scientifico per migliorare la presa in carico clinica.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 08 Settembre 2026

    Obesità adolescenziale

    La narrazione come parte della cura: il percorso di Medicina Narrativa dell'IRCCS AOU AL

    Un'esperienza di formazione rivolta al personale medico, infermieristico e amministrativo mette al centro l'ascolto delle storie di malattia. Il sostegno di Solidal per la Ricerca e di Fondazione Compagnia di San Paolo accompagna un percorso nel quadro del recente riconoscimento a primo IRCCS pubblico del Piemonte.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 01 Settembre 2026

    IRCCS AOU AL e Solidal per la Ricerca insieme nel percorso di Medicina Narrativa

    «Burning Rage»: uno studio su clima e violenza di genere svela l’impatto del caldo notturno su 1522 e femminicidi

    Pubblicato lo studio scientifico «Burning Rage: How Heat Shapes Gender-Based Violence», co-firmato dalla professoressa Carmen Aina dell’Università del Piemonte Orientale (DISSTE). La ricerca inedita indaga il legame causale tra i picchi di calore e l’aumento della violenza di genere in Italia, analizzando chiamate al numero antiviolenza 1522 e i femminicidi nell’arco di un decennio. L’articolo scientifico, che svela l’impatto drammatico del clima sulle dinamiche sociali, è stato ripreso il 30 agosto sulle pagine del Corriere della Sera e il 2 settembre da un approfondimento della trasmissione di Rai1 UnoMattina Estate.

    Argomento
    Scienza e Ricerca

    Data di pubblicazione 31 Agosto 2026

    Burning rage