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Il MiDiS porta la ricerca sulle migrazioni al centro del dibattito pubblico negli ambiti casa, lavoro e salute mentale

Dalle difficoltà abitative alle procedure di ingresso per lavoro, fino alle discriminazioni legate alla salute mentale, il Centro interdisciplinare di ricerca e formazione su migrazione, diversità e sviluppo sostenibile approfondisce le sfide dell’integrazione attraverso la partecipazione a tre iniziative in Piemonte, mettendo in dialogo ricerca scientifica, politiche pubbliche ed esperienze sul campo.

Di Paola Brullo

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L'intervento di Irene Ponzo al al convegno “Immigrazione in Piemonte: strumenti e politiche per un’integrazione responsabile”
L'intervento di Irene Ponzo al convegno “Immigrazione in Piemonte: strumenti e politiche per un’integrazione responsabile”

credits © UPO

Mercoledì 7 ottobre, a Torino, la professoressa Irene Ponzo (DISSTE) ha partecipato al convegno “Immigrazione in Piemonte: strumenti e politiche per un’integrazione responsabile”, in qualità di vicedirettrice del MiDiS (Centro interdisciplinare di ricerca e formazione su migrazione, diversità e sviluppo sostenibile).

Durante l’evento, organizzato dalla Regione Piemonte, la professoressa Ponzo è intervenuta sul tema dell’abitare. La sua relazione, in primo luogo, ha distinto tra problemi abitativi generali relativi all’intera popolazione e problemi specifici che interessano la popolazione di origine straniera in particolare. Allo stesso tempo, ha evidenziato come problemi generali, quale un mercato dell’affitto limitato e polarizzato, difficilmente accessibile per la cosiddetta “fascia grigia”, abbia conseguenze particolarmente negative su alcune categorie, come i giovani e i migranti, che sono concentrati nella locazione in un paese di proprietari di case.  Rispetto al contesto piemontese, l’intervento ha messo a fuoco la differenza tra le dinamiche in atto nei centri urbani con un’elevata domanda abitativa e quelle delle aree più periferiche, che hanno al contrario un eccesso di offerta abitativa e il bisogno di attrarre popolazione, fornendo uno spunto per ragionare su possibili linee d’azione.

Il 15 ottobre, invece, sempre a Torino, Irene Ponzo rappresenterà il MiDiS al Festival dell’accoglienza, partecipando all’incontro “Esistono vie legali d’ingresso?” che tratterà delle vie di ingresso legali in Italia, analizzando quanto siano davvero praticabili e funzionanti. In particolare, Irene Ponzo si concentrerà sui lavoratori stranieri impiegati in agricoltura. A partire dai risultati del progetto Horizon Europe DIGNITYFirm sul lavoro migrante nel settore Farm to Fork, la Professoressa collocherà il caso italiano nel panorama europeo, illustrando le differenti strategie di reclutamento della manodopera dall’estero nel settore agricolo utilizzate da diversi paesi europei del Sud, Centro ed Est Europa. Inoltre, condividerà le raccomandazioni emerse dal confronto con gli stakeholders italiani condotto nell’ambito del medesimo progetto, ovvero: agevolare il passaggio dallo studio al lavoro; semplificare le procedure burocratiche connesse al “decreto flussi”, con cui il governo italiano stabilisce ogni anno il numero massimo di cittadini stranieri non-UE che possono entrare in Italia per motivi di lavoro, e impiegare l’IA per renderle più efficienti; aumentare il personale negli uffici preposti al disbrigo delle pratiche; semplificare gli ingressi extra-quote di coloro che usufruiscono, nel paese di origine, di corsi professionali e di italiano; rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione e introdurre una procedura di regolarizzazione su base individuale, per evitare l’effetto “irregolarizzazione” dovuto ai tempi lunghi di rilascio del visto per cui, all’arrivo in Italia, sovente il datore di lavoro non è più disponibile all’assunzione.

Venerdì 16 ottobre, invece, sarà la professoressa Carla Maria Gramaglia, docente presso il DIMET, a partecipare in qualità di membro del Comitato Scientifico del MiDiS a “Lo stigma mente”, incontro organizzato a Novara dall’Unità Operativa Specializzata (SCDU) di Psichiatria dell’AOU Maggiore della Carità di Novara – Università del Piemonte Orientale in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. L’evento, infatti, affronterà anche tematiche legate alla migrazione. I pazienti stranieri si trovano in una situazione particolare, in quanto possono essere esposti a discriminazioni legate al loro status, che possono aggravarsi ulteriormente quando si trovano anche a vivere un disagio psicologico. A ciò si aggiungono le difficoltà legate alle diverse concezioni culturali del disagio psicologico e della malattia mentale, alla conoscenza dei servizi sanitari in senso lato, nonché alla consapevolezza e all’accesso ai servizi psichiatrici.

    Ultima modifica 9 Ottobre 2026

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