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Istituito il Fondo contro la povertà. UPO è partner della Fondazione Comunità Novarese
Due le prime linee d’azione già condivise con la Cabina di Regia dei soggetti coinvolti: Formazione/Lavoro e Cura.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
Novara e il suo territorio rispondono, con energia, all’iniziativa lanciata da Fondazione Cariplo per arginare le diverse tipologie di povertà (alimentare, energetica, digitale, educativa, etc…), in aumento nell’ultimo anno, a causa della pandemia Covid-2019. Con l’obiettivo di “contrastare l’aggravio delle povertà”, Fondazione Cariplo ha, infatti, promosso la costituzione di fondi erogativi locali, gestiti direttamente dalle Fondazioni di Comunità, impegnandosi a destinare complessivamente 1.300.000 euro, a cui si aggiungono 300.000 euro messi a disposizione da Fondazione Peppino Vismara.
Fondazione Comunità Novarese onlus ha, quindi, accettato la sfida, attivando una rete forte di soggetti del territorio. Nello specifico, nella cabina di regia del Fondo contro la povertà sul territorio della provincia di Novara sono presenti, oltre a Fondazione Comunità Novarese onlus che ne è ente promotore, il Comune di Novara, quale maggior ente gestore della funzione socio assistenziale sul territorio, la Provincia di Novara, quale ente di rappresentanza e coordinamento territoriale, l’Università del Piemonte Orientale – Dipartimento Studi per l’Economia e l’Impresa, in quanto organismo scientifico esperto nel monitoraggio e nella valutazione di impatto di politiche sociali, la Diocesi di Novara attraverso la Caritas, in quanto organo rappresentante delle istanze caritative del territorio e dei centri di ascolto delle parrocchie, la Croce Rossa Comitato locale di Novara, in quanto sede di coordinamento delle attività socio assistenziali e socio sanitarie, svolte dalle sedi CRI di tutta la provincia. Alla Rete e a Fondazione Cariplo si aggiunge Fondazione De Agostini che, dimostrando la consueta sensibilità e condividendo le finalità del Fondo, ha scelto di effettuare un’importante donazione.
Il Fondo contro la povertà, costituito presso Fondazione Comunità Novarese onlus, nasce per stimolare nelle agende locali una forte attenzione al fenomeno della povertà, avviare una ricomposizione delle risorse territoriali e la costruzione di alleanze locali per far fronte al problema, mobilitare al dono, in modo diffuso e capillare, sensibilizzando la comunità locale (cittadini, società civile organizzata, aziende…) sui risvolti sociali dell’emergenza Covid-19 in termini di crescente povertà e fragilità, sostenere interventi di contrasto alla povertà realizzati da reti territoriali che, nel rispondere ai problemi emersi nel territorio, sappiano connettersi con risorse e strumenti già esistenti.
La prima dotazione del Fondo è costituita dalla somma di 260.000 euro di cui:
- 100.000 euro da Fondazione Cariplo;
- 50.000 euro da risorse disponibili presso Fondazione Comunità Novarese onlus;
- 40.000 euro dal Fondo Rete Caritas costituito presso FCN;
- 20.000 euro dal Fondo AiutiAmo Novara costituito dal Comune di Novara presso FCN;
- 50.000 euro da Fondazione De Agostini.
Coinvolta anche l’Università del Piemonte Orientale – Dipartimento Studi per l’Economia e l’Impresa in qualità di organismo scientifico esperto nel monitoraggio e nella valutazione di impatto di politiche sociali. "L'Ateneo - spiega la Prof.ssa Eliana Baici - e in particolar modo il Dipartimento di Studi per l'Economia e l'Impresa, hanno aderito volentieri a questa iniziativa, che rientra in un settore in cui siamo già attivi con il progetto We.Ca.Re. Il ruolo dell'UPO si concretizzerà principalmente nel monitoraggio e nella valutazione delle azioni che saranno messe in campo ma la partecipazione a questa iniziativa rientra in pieno nella cosiddetta Terza Missione delle Università. L'Università del Piemonte Orientale, da tempo, rappresenta un importante snodo di una rete territoriale che con queste rinnovate sinergie è destinata a rafforzarsi ulteriormente. Il Fondo contro la Povertà sarà un prezioso strumento di welfare in grado non solo di mettere in contatto la sfera pubblica con quella privata, ma anche di incentivare il territorio a diventare protagonista del futuro. L'Università, dal canto suo, mette a disposizione le proprie competenze, affinché questo strumento di rilancio si riveli efficace e funga da volano per una rapida ripresa economica e sociale".
Ultima modifica 12 Settembre 2022
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