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Vita da UPO

«Innovatore empatico e capace di ascoltare, un Maestro illuminato»; l’ultimo saluto al professor Eugenio Torre

Il 10 giugno 2023 è giunta la notizia della scomparsa del professor Eugenio Torre, già professore ordinario di Psichiatria della nostra Scuola di Medicina. Le professoresse Patrizia Zeppegno e Carla Gramaglia, sue strette collaboratrici in Ateneo e nell’ambito della Struttura complessa di Psichiatria del “Maggiore della Carità” di Novara, ne hanno tracciato un ritratto commosso e denso di riconoscenza.

Di Leonardo D'Amico

Data di pubblicazione

Eugenio Torre
Il professor Eugenio Torre

credits © UPO/Archivio di Ateneo

Sabato 10 giugno 2023 è giunta la notizia della scomparsa del professor Eugenio Torre, già professore ordinario di Psichiatria della nostra Scuola di Medicina.

Il professor Torre, tortonese classe 1943, era in pensione dal novembre del 2011 ma negli anni più recenti la Scuola di Medicina UPO ha continuato ad affidargli incarichi di insegnamento, come pure la Scuola di Specializzazione in Psichiatria.

Abbiamo chiesto alle persone che gli sono state più vicine in questi anni, e che ne hanno condiviso l’orizzonte professionale, di ricordare la figura di Eugenio Torre anche a beneficio di chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo personalmente.

Ne è scaturito un ritratto del Professore che pubblichiamo integralmente.

 

Caro Eugenio…

Difficile, nel momento del saluto, riassumere tutto quello che sei stato. Comunque, ci proviamo, tenendo sullo sfondo il tuo insegnamento sul fatto che le parole possono essere “traditrici”, cioè non rendono mai in modo completo i sentimenti retrostanti…

 

Eugenio Torre è stato uomo di grande curiosità, con interessi che hanno spaziato dalla medicina, alla filosofia, all’arte nelle sue polimorfe declinazioni; è stato, dunque, anche uomo di vasta cultura, precursore dei tempi in cui si sarebbe cominciato a parlare di Medical Humanities. Queste sue caratteristiche le ha condivise e messe a disposizione delle persone che hanno avuto la preziosa opportunità di conoscerlo: amici, allievi, studenti, pazienti... Eugenio Torre ha, infatti, dedicato la sua vita professionale alla cura dei malati, all’insegnamento e alla ricerca.

Formatosi presso l’Università degli Studi di Torino, ha incominciato la sua attività didattica come professore di Psicosomatica. Nel 1992 ha acquisito la docenza di Psichiatria presso quello che all’epoca era il Polo di Novara dell’Università di Torino e ha contribuito, come ‘padre fondatore’, all’istituzione della seconda Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino presso la sede di Novara, poi riconosciuta come Università del Piemonte Orientale (UPO). Nel 1996 ha assunto la direzione della neonata Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’UPO, dedicando una appassionata attenzione all’insegnamento della psicopatologia e della psicoterapia, e alla formazione delle capacità relazionali dei futuri psichiatri. È stato Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e Delegato del Rettore per l’Orientamento.

Nell’ambito della cura ha sempre testimoniato, con i pazienti e i loro famigliari, e in ogni momento dell’atto medico, l’importanza centrale della relazione, improntata ad empatia e capacità di ascolto, citando Epitteto (una delle sue tante citazioni colte!), che diceva che ci sono state date due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà. Questa visione e questo approccio radicato sulla relazione, come base su cui può accadere il resto, compreso l’intervento più strettamente biologico della terapia farmacologica, sono stati portati da Eugenio Torre anche all’interno del reparto ospedaliero di Psichiatria, l’attuale SC Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, che ha diretto dal 2002 fino al momento della pensione.

Nella sua attività didattica, che fosse per gli allievi della Scuola di Specializzazione, gli studenti di Medicina e delle Professioni Sanitarie, gli studenti dei Master (prima del Corso di Perfezionamento in Relazione Medico-Paziente e in seguito corso di Perfezionamento in Counseling; del Master in Infermiere Psichiatrico e infine di quello in Medicina Narrativa), l’interesse di Eugenio Torre per le suddette tematiche – la relazione medico-paziente, l’umanizzazione delle cure – si è strettamente intrecciato con un approccio innovativo proprio alle modalità formative e, termine  a lui particolarmente caro, ‘educative’. Partendo dall’assunto di Bion, che sottolineava la sfida rappresentata dall’insegnamento nell’ambito dell’esperienza emotiva, che non può avvalersi degli strumenti impiegati per trasmettere gli aspetti e le competenze tecniche, più facili da condividere e insegnare, Eugenio Torre ha forse imboccato, di nuovo precorrendo i tempi, quella che all’epoca poteva essere definita la strada “meno battuta”, citando una poesia di Robert Frost, da lui molto amata. Da qui l’utilizzo del cinema e delle immagini dinamiche nell’insegnamento e l’approccio all’‘Arte come maestra’, davanti a cui ci si inchina e grazie alla quale ci si apre alla possibilità di apprendere ciò che non può essere detto e trasmesso altrimenti. Arte maestra di vita, dunque, proprio perché in grado di promuovere un dialogo interiore e l’apertura alla “funzione sentimento” e al ritrovamento del “femminile nella cura”, preziosa sorgente a cui ogni medico può attingere per affrontare le complessità che si troverà inevitabilmente a incontrare nel corso della propria vita umana e professionale.

L’attenzione di Eugenio Torre verso gli studenti non si è limitata all’insegnamento, ma si è estesa allo sviluppo di interventi finalizzati all’accoglimento del disagio attraverso la istituzione, nel 1998, di uno dei primi centri Universitari di Counseling in Italia, servizio completamente gratuito tuttora disponibile per tutti gli studenti UPO.

Alcune parole per Eugenio Torre come ricercatore, anche in questo ambito curioso, consapevole delle vastissime potenzialità nell’ambito della ricerca, ma anche della necessità per il ricercatore di non prendersi troppo sul serio, come nella famosa storia della pulce, che tanto amava raccontare.

Eugenio Torre è stato anche un Maestro illuminato nell’attività peritale in ambito psichiatrico-forense, testimoniando e trasmettendo l’importanza di una posizione etica, del rigore metodologico, e della comprensione dei sentimenti che un lavoro così impegnativo e difficile comporta.

Ascoltare Eugenio come relatore ai Congressi, a cui ha continuato a essere invitato e a partecipare anche dopo il pensionamento, era un potente memento, per gli uditori, dei motivi profondi alla base della scelta di una professione tanto complessa come quella del medico psichiatra; era la possibilità di ricevere “una prima lezione”, ricordando uno dei film da lui amati, “Tutte le mattine del mondo”.

Era un uomo di vasta cultura, di grandi capacità didattiche, rigoroso ricercatore. Ma anche profondo conoscitore dell’Uomo in tutti i suoi aspetti, luminosi e oscuri. Eugenio era anche un uomo fortemente immerso nel vivere il quotidiano. Era dotato di un grande senso pratico, amante dei motori, che conosceva in ogni dettaglio e in cui sapeva “mettere le mani”; motociclista, pilota, ogni tanto un po’ spericolato; appassionato del mare e delle gite in barca; contadino nella sua amata Sardegna: i carciofi! le albicocche!

Amava gli animali, soprattutto i cani; il suo amico Ugo era il compagno di tutte le sue relazioni congressuali, con la sua foto come famosissima prima diapositiva.

Anche questo ha insegnato Eugenio Torre: lo psichiatra deve essere colto, perché come diceva citando Jaspers, il medico senza filosofia non può dominare la stoltezza, ma deve anche conoscere la vita in tutti i suoi aspetti per poter comprendere l’Altro, accoglierlo senza giudizio o pregiudizio.

Con la scomparsa di Eugenio Torre, la Psichiatria e l’Università perdono un uomo e un medico di grande valore; ma, come è stato ricordato dalle sue amate nipoti nel momento del saluto tenutosi a Torino il 12 giugno, il fiume al termine del suo corso giunge all’oceano e oceano diviene; continua a essere, anche se con una nuova e mutata forma.

 

(Patrizia Zeppegno e Carla Gramaglia, Dipartimento di Medicina traslazionale)

 

    Ultima modifica 14 Giugno 2023

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