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Inaugurato il Centro RisPA, frutto della collaborazione tra Università del Piemonte Orientale e Syensqo
Per il Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protezione Ambientale investiti 5 milioni di euro e impiegate 46 risorse tra ricercatori e tecnologi.
Di Stefano Boda
Data di pubblicazione
credits © Archivio UPO
Il Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protezione Ambientale (RisPA), Joint-Lab nato dalla partnership tra Syensqo e Università del Piemonte Orientale, è stato inaugurato ufficialmente l'11 novembre 2025 presso il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica con un evento di divulgazione scientifica che ha visto la partecipazione di esperti, comunità accademica, autorità e istituzioni, tra cui il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante e Angelo Robotto, direttore Ambiente, Energia e Territorio Regione Piemonte.
Il Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protezione Ambientale è un Joint-Lab istituito il 5 febbraio 2024 attraverso un accordo di durata quinquennale tra la Syensqo e l'Università del Piemonte Orientale (UPO). La collaborazione ha visto un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro da parte di Syensqo, di cui 3 milioni di euro già stanziati, e personale dedicato e infrastrutture di ricerca da parte di UPO, tutte risorse finalizzate allo sviluppo di nuovi processi di depurazione e rimozione di inquinanti dal suolo, dalle acque di falda e dai reflui di processo attraverso l'uso di metodologie chimico-fisiche e biologiche innovative.
L'accordo ha promosso, in particolare, la progettazione e messa a punto di tre nuovi laboratori dedicati ad attività analitiche e allo sviluppo di nuovi materiali e alla loro caratterizzazione chimico-fisica. È stata, inoltre, integrata la dotazione strumentale di altri laboratori del DISIT connessi con le attività del Centro, come ad esempio quelli di risonanze magnetiche, di microscopie avanzate e di microbiologia per il fitorisanamento.
Il personale affiliato al Centro include 14 ricercatori, 6 tecnici strutturati del DISIT e 9 ricercatori di Syensqo; fanno parte del Centro anche 5 giovani ricercatori (post-doc e borsisti) del DISIT. Tra gli investimenti programmati è previsto il reclutamento di 1 project manager, 5 tecnologi per la gestione dei laboratori e un tecnico per la gestione organizzativa e amministrativa, così come quella di 6 dottorandi di ricerca, interamente finanziati dal Centro. A questi si aggiungono poi 10 studenti che stanno seguendo la loro tesi di laurea.
Grazie a questo gruppo di lavoro sono già state sviluppate prevalentemente due linee di ricerca:
- preparazione di materiali adsorbenti (carboni attivi e silici ibride organiche-inorganiche) per il sequestro di inquinanti organici quali coloranti e sostanze perfluoroalchiliche (PFAS); come fonte di carbonio e silicio per la sintesi degli adsorbenti sono stati usati con successo scarti agroindustriali, quali lolla di riso e gusci di nocciola;
- attività di fitorisanamento per la cattura di ioni metallici tossici da terreni inquinati dello stabilimento Syensqo (ex-Solvay) di Spinetta Marengo, nel quale è stato fatto un censimento delle specie vegetali presenti, così come dei microrganismi utili per la crescita delle piante e per le capacità di assorbimento di metalli da parte dell’apparato radicale delle piante stesse.
«L’inaugurazione del Centro RisPA, il primo esempio di Joint-Lab che l’Università inaugura con un partner esterno, segna un momento importante per il nostro Ateneo e il territorio. Interpreta infatti, pienamente, la missione dell’università: mettere la ricerca scientifica, la formazione e il trasferimento delle conoscenze al servizio della comunità, per affrontare sfide complesse come ad esempio quella ambientale. Una sfida, quest’ultima, di particolare impatto per la comunità. La sinergia tra il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica e un partner industriale di caratura internazionale come Syensqo dimostra l'impegno dell'Università del Piemonte Orientale nel generare un impatto reale, sostenibile e positivo per il futuro della nostra società, sia guardando alla situazione del territorio, sia a livello globale», ha dichiarato il rettore dell'Università del Piemonte Orientale professor Menico Rizzi.
«Sviluppare la conoscenza scientifica per migliorare la qualità della vita delle persone è la missione per cui è nata Syensqo. Ed è proprio quello che stiamo facendo ad Alessandria attraverso la partnership con UPO: creare e diffondere conoscenze per accelerare il risanamento ambientale di questo territorio. Siamo orgogliosi dei nuovi laboratori, dotati di apparecchiature all’avanguardia, e siamo sicuri che le innovazioni che ne scaturiranno saranno utili ad Alessandria e a tanti altri territori. Ma l’orgoglio più grande è quello di poter dare occasione a tanti nuovi ricercatori di mettersi alla prova in questa città, guardando al mondo», ha commentato Francesco Luccisano, direttore per l'Italia di Syensqo.
«Questa inaugurazione - dichiara Guido Lingua, direttore del DISIT - illustra bene il contributo da un lato dell'Università, che ha messo a disposizione personale, locali ristrutturati e competenze, e dall'altro di Syensqo che ha consentito di rinnovare ed ampliare il parco strumenti, di assumere nuovo personale e di sostenere le spese di ricerca, in un'interazione che riteniamo dovrà portare ad un'importante crescita di conoscenza».
«Il Joint-Lab RisPA nasce in piena continuità con il nostro approccio all’innovazione e alla responsabilità ambientale come sito industriale evoluto e integrato nel territorio. La sinergia con l’Università, orientata alla sperimentazione e all’implementazione di tecnologie volte a ridurre l’impatto ambientale, non è che il proseguimento del nostro impegno concreto e quotidiano per la sostenibilità, che ci porta a ripensare e migliorare costantemente i nostri processi e prodotti: in questa prospettiva, UPO è stata e continua ad essere un partner importante per il supporto alla nostra attività di bonifica, una missione lunga e complessa ma che consideriamo assolutamente prioritaria, cui dedichiamo tempo, risorse e investimenti», ha aggiunto Federico Frosini, direttore dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo.
«In poco più di un anno, sono stati ultimati tre nuovi laboratori dotati di strumentazione di alto livello tecnologico, grazie al finanziamento della Syensqo e al supporto prezioso dell’Ufficio Tecnico dell’UPO, che ha deciso di investire in modo convinto in questa iniziativa mettendo a disposizione infrastrutture, risorse tecniche e personale dedicato. - evidenzia il professor Leonardo Marchese, Responsabile Scientifico del Centro - Le attività di ricerca nelle aree Biologica e Chimica, avviate nei laboratori del DISIT, sono state condotte nell’ambito di tesi di laurea e di dottorato, e finanziate anche attraverso borse di studio post-laurea e post dottorato. I primi risultati hanno già avuto una certa risonanza nella comunità scientifica, come dimostrato dai tre articoli pubblicati su riviste internazionali dell’American Chemical Society e della Royal Society of Chemistry. Queste ricerche, prodotte prevalentemente da giovani del nostro territorio, e focalizzate allo sviluppo di nuove metodologie biologiche e chimico-fisiche per la cattura di inquinanti organici e di ioni metallici tossici, avranno un sicuro impatto nel migliorare la qualità dell’ambiente. Si sta lavorando nel rendere sempre più efficaci i materiali delle colonne di adsorbimento degli impianti di Spinetta Marengo, circa 2000 tonnellate di carboni attivi per anno. I nuovi materiali messi a punto nei laboratori del Centro RisPA, usando scarti delle produzioni agricole piemontesi, in un’ottica di economia circolare, avranno un’elevata capacità di cattura di molecole organiche e potranno essere rigenerati con processi più sostenibili e a minore impatto energetico e ambientale».
UPO e Syensqo hanno messo in campo le loro migliori energie sin dall’inizio costituendo un Comitato Tecnico Scientifico Paritetico (CTSP) formato da tre ricercatori del DISIT e tre responsabili tecnici della Syensqo. Tra i ricercatori DISIT compaiono il direttore del Dipartimento Guido Lingua, professore di Botanica generale, esperto di biorisanamento ambientale, Chiara Bisio e Leonardo Marchese, professori di Chimica Fisica, esperti di materiali porosi per la cattura di inquinanti. Tra i tecnici Syensqo compaiono la dottoressa Patrizia Maccone, responsabile globale Ricerca Polimeri Fluorurati, l’ingegnera Caterina di Carlo, responsabile delle attività sul risanamento ambientale e l’ingegnere Enrico Repetto, vice-direttore dello Stabilimento di Spinetta Marengo.
A questo link le foto della cerimonia di inaugurazione.
Ultima modifica 11 Novembre 2025
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